Buoni fruttiferi postali: vinti 60 ricorsi per il recupero degli interessi

Vinti più di 60 ricorsi per il recupero degli interessi sui buoni fruttiferi postali emessi negli anni ’80 e ’90. Ecco tutte le novità

Sono stati vinti più di 60 ricorsi per il recupero degli interessi sui buoni fruttiferi postali emessi negli anni ’80 e ’90. Infatti, come si è già largamente parlato, continua ad esserci un consistente contenzioso in atto tra risparmiatori e Poste Italiane. I casi più numerosi si sono trovati nel Cuneese e sono stati seguiti dall’avvocato Alberto Rizzo, esperto di diritto bancario e finanziario. Ha seguito più di 60 casi e ha sempre ottenuto esiti positivi, recuperando quasi un milione di euro. A lui, per questo, si rivolgono molti suoi colleghi di tutt’Italia poiché molte associazioni di consumatori continuano a presentare ricorsi.

Buoni fruttiferi postali: il motivo del contenzioso

Il contenzioso si basa sui buoni fruttiferi postali emessi negli anni Ottanta e Novanta, poiché dopo le serie “O” e “P”, la Cassa depositi e prestiti ha emesso una nuova serie “Q” con tassi d’interessi decisamente inferiori rispetto alle precedenti emissioni ma senza indicarlo sui titoli.

I buoni venivano emessi per un capitale che andava dai 50 mila lire a 5 milioni di lire, con un tasso d’interesse che variava ogni 3 o 5 anni dal 9% al 15%. Poste Italiane, applicando una norma del Codice Postale, ho imposto il tasso sfavorevole retroattivamente, così i molteplici risparmiatori trascorsi i trent’anni hanno incassato al momento del riscatto un importo considerevolmente inferiore di quello che si aspettavano. Anche se è vero che i buoni fruttiferi è uno strumento di investimento, che già del 1924, è tra i più utilizzati perché è tra i più chiari e semplici, si è avuto una carenza di informazione ai sottoscrittori.

Infatti, nel momento in cui si sono sottoscritti i buoni non è stato detto esplicitamente quali erano i rendimenti promessi, non erano stati riportati neanche sul retro dei buoni, non erano garantiti, in quanto lo Stato in qualsiasi momento poteva modificare i tassi a ribasso anche per i buoni già sottoscritti.

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Buoni fruttiferi postali: la causa del contenzioso

Tutta questa situazione è anche scaturita dal fatto che nel 1986 passa dal 12,30% al 4,2%; di conseguenza sulla nuova serie “Q” di buoni vengono variati i tassi in peggio. Poste Italiane per la sottoscrizione di tali buoni continuava ad utilizzare i moduli prestampati, utilizzati per la sottoscrizione dei buoni della serie “P” e “O” per la sottoscrizione dei nuovi buoni, in cui bisognava inserire solamente i dati degli intestatari (sul fronte) e la data di sottoscrizione (nel retro), e veniva opposto dei timbri sul buono in cui indicavano, sul fronte, la nuova serie “Q”, e nel retro, i nuovi rendimenti. L’errore è stato che questi timbri erano incompleti e riportavano i rendimenti solo per i primi venti anni, quindi quelli dal 21° al 30° erano omessi. Mentre in altre occasioni dichiaravano che i rendimenti potevano essere successivamente variati, ma la modifica di tassi già era stata effettuata.

L’avvocato Rizzo si è rivolto all’Arbitro Bancario Finanziario, per diverse procedure che vanno valutate singolarmente. Molte persone non si sono neanche resi conto di aver percepito un interesse inferiore a quello dovuto. Ma la Cassazione ha riconosciuto che c’è la possibilità di modifica ” in peggio” i rendimenti riportati nei buoni fruttiferi postali. Ma solo per quelli con data antecedente alla pubblicazione del decreto del 1986. Mentre per tutti i buoni emessi in data successive sono validi i rendimenti indicati sul retro del documento. I giudici ritengono è prevalente “la tutela dell’affidamento del risparmiatore “, cioè le condizioni riportate nella tabella sul retro del buono al momento della sottoscrizione. L’avvocato Rizzo ritiene che non si possono applicare, come invece vorrebbe Poste, i rendimenti più bassi previsti dalla serie “Q” quando il buono è successivo al decreto del 1986.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.