Buoni pasto 2020: una perdita di 100 euro annui per ogni lavoratore

Buoni pasto: abbassata la soglia di detassazione dal 2020, ogni buono sarà non imponibile sino a 4 euro, con una perdita di 100 euro a lavoratore

Nuove regole per i buoni pasto nel 2020. Questi sono documenti con cui il titolare può usufruire di un servizio mensa sostitutivo, dell’importo del buono stesso.  I buoni pasto, detti anche ticket restaurant, possono essere emessi sia cartacei che in forma elettronica. Il buono pasto cartaceo, fino ad oggi, non è tassato sino ad un valore di 5,29 euro. Quindi fino a tale valore non vengono calcolati i contributi Inps ed i premi Inail.

Buoni pasto: cosa è previsto per il 2020

Ma, le regole sulla tassazione dei buoni pasto sono destinate a cambiare presto. La soglia non imponibile sarà abbassata, in questo modo a favore dei dipendenti sono previsti buoni pasto per 100 euro in meno dal 2020.

I dipendenti che usufruiscono dei buoni pasto con l’abbassamento della soglia non imponibile dovranno pagare più imposte e più contributi, per una perdita media annua intorno a 100 euro. La perdita sarà maggiore quanto più alto risulta l’imponibile del lavoratore.

Bisogna far presente, che l’aumento della tassazione è applicata solo sui ticket cartacei, mentre per quelli digitali si riceverà addirittura un aumento dell’esenzione che passerà dagli attuali 7 euro a 8 euro per ogni buono. Ciò è stato pensato per incentivare l’utilizzo dei buoni pasto digitali, con cui il riconoscimento del beneficio è più facilmente applicabile e anche i controlli sono semplificati, in quanto sono strumenti tracciabili.

Buono pasto: come funzionano oggi

Attualmente, i ticket il lavoratore li può utilizzare:

  • per disporre della erogazione diretta di alimenti e bevande effettuata da pubblici esercizi;
  • per acquistare prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato presso mense aziendali, rosticcerie e gastronomie artigianali, pubblici esercizi, e presso esercizi commerciali con autorizzazione per la vendita, produzione, preparazione di generi alimentari.

Le caratteristiche dei buoni pasto:

  • non possono essere ceduti a terzi, commercializzati o convertiti in denaro;
  • possono essere sommati per essere utilizzati contemporaneamente fino al limite di 8 buoni;
  • possono essere usati dal titolare solo per l’intero valore facciale: cioè se si acquista cibo e bevande per un valore inferiore a quello del buono non è possibile richiedere il resto in denaro.

Cosa cambierà nel 2020

I buoni pasto dal 2020 cambieranno soprattutto sul lato della tassazione. Infatti, la soglia di detassazione dei buoni pasto diminuirà, passerà dagli attuali 5,29 euro a 4 euro.

Ciò significa che il dipendente subirà maggiori trattenute previdenziali, pagherà una maggiore Irpef e maggiori addizionali regionale e comunale, con una perdita stimata in un minimo di 89 euro annui, sino a un massimo di circa 150 euro, a seconda del reddito dell’interessato. Per questo è prevista una perdita media pari a 100 euro annui per dipendente.

Anche l’azienda subirà una perdita, in quanto dovrà calcolare i contributi previdenziali a proprio carico su un imponibile maggiore.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.