Buoni postali e interessi al ribasso: il caso di 8 astigiani a Mi Manda Rai 3

I buoni triennali oggetto del malcontento con rendimenti calcolati con tassi inferiori rispetto al prospetto evidenziato sul retro, riguardano le liquidazioni di bfp emessi da luglio del 1986 al 31 ottobre del 1995.

Buoni postali con interessi al ribasso, questa è la brutta sorpresa che hanno ricevuto ben 8 persone di Asti all’atto della riscossione dei buoni fruttiferi postali. I quali, per contestare l’accaduto pubblicamente si sono rivolti a Stefano Santin membro dell’Associazione Casa del Consumatore, nonché esperto del programma televisivo Mi Manda Rai Tre.  Il consulente ha spiegato che il problema è stato riscontrato dai consumatori che hanno acquistato un prodotto offerto da Poste Italiane. Parliamo dei buoni fruttiferi postali triennali, che alla riscossione hanno reso un rendimento al ribasso rispetto agli utili indicati nel retro dei buoni. Una “complicazione” dovuta alla modifica dei tassi d’interesse dei buoni, prodotta dal Decreto Ministeriale del Tesoro del 13 giugno 1986.

Il caso trattato a Mi Manda Rai 3

Durante la trasmissione televisiva Mi Manda Rai 3, la discussione è caduta in merito al problema dei tassi d’interessi dei buoni fruttiferi postali che non hanno rispecchiato il quadro indicativo posto nel retro dei titoli. Stefano Santin, in qualità di consulente bancario ha spiegato che tante persone grazie all’intervento dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) hanno ricevuto la parte mancante degli interessi da Poste Italiane.

I buoni oggetto del dibattito riguardano i bfp emanati i tra il 1° luglio del 1986 e i titoli emessi fino al 31 ottobre 1995. I buoni sono stati emessi con modello riferimento serie “P”. Ma, l’emissione dei titoli di quel periodo temporale riguardava il piazzamento della serie ordinaria “Q”. Con l’entrata in vigore della nuova normativa Poste Italiane ha predisposto l’applicazione di due timbri, quindi, sulla parte anteriore del titolo è stata apposta la forma Q/P, mentre sulla parte posteriore del buono è stata applicata l’indicazione dei tassi d’interessi. Di conseguenza i tassi d’interessi si applicano in entrambi i casi, ossia sia per i titoli emessi prima del Decreto che a quelli dopo. Un’operazione che ha consentito di cambiare in forma retroattiva i tassi d’interessi.  Ma, il timbro applicato alla parte posteriore del buono precisa i tassi d’interesse fino al 20° anno.

I tassi dal 21° al 30° anno: inalterati

Stefano Santi sposta l’attenzione sui buoni che restano inalterati, ossia quelli dal 21° al 30° anno. Poi, bisogna considerare il maggior rendimento promosso da Poste Italiane su buoni il cui tasso d’interesse era al ribasso. Nel complesso parliamo di una differenza che oscilla dal 30% al 40% d’interessi in ribasso a danno del cliente.


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein