Buoni postali fruttiferi: cosa cambia dopo il ricorso per il rimborso all’Abf?

Dopo l’avvio del ricorso presentato all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), cosa accade esattamente? I buoni postali fruttiferi vengono rimborsati per il valore reale? Se il cliente non si ritiene soddisfatto delle decisione finale, cosa può fare?

Buoni postali fruttiferi, ci si aspetta di ricevere quanto stabilito nel retro del buono, un investimento semplice in cui il risparmiatore attende con parsimonia la scadenza per incassare il buono, comprensivo degli interessi. Tuttavia, negli ultimi tempi questa procedura non è avvenuta nel modo corretto, e il risparmiatore ha dovuto fare i conti con la riscossione di interessi molto ristretti, fuori dalla portata della dicitura posta nel retro del buono. E, allora in tanti si chiedono cosa accade, dopo il ricorso presentato all’Arbitro Bancario Finanziario per appropriarsi di un diritto, e ricevere il rimborso dei buoni fruttiferi postali ritenuto non conforme. Quanto possono influire le decisioni dell’ABF, e come può muoversi il risparmiatore che non si ritiene soddisfatto della decisione finale? Con estremo equilibro, cercheremo di soddisfare ogni domanda.

Buoni fruttiferi postali: quanto possono influire le decisioni dell’ABF

Il risparmiatore presenta il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario, il quale accerta la presenza della documentazione trasmessa in osserva dei tempi previsti dalla normativa, e che sia completa in tutte le sue parti. Se il Collegio o il Presidente lo ritiene opportuno, può richiedere ulteriori informazioni al ricorrente o all’intermediario. In sostanza, la richiesta di elementi aggiuntivi, rallenta la fase decisionale dell’ABF.

Tuttavia, il Collegio dovrà emettere una decisione entro 60 giorni dalla presentazione delle controdeduzioni inviate dall’intermediario o dal giorno stabilito di presentazione. La decisione del Collegio verterà sull’analisi della documentazione prodotta nella fase preparatoria, che sarà motivata in base alla prevalenza numerica nel ricorso.

Tra le possibili ipotesi finali emesse dal Collegio, troviamo le seguenti decisioni, quali:

  • il Collegio può accogliere in forma parziale il ricorso. E, nello stesso stabilire un termine in cui l’intermediario dovrà adempiere alla decisione motivata nel ricorso, inclusa la cifra di 20 euro da devolvere al cliente come contributo spese;
  • nel caso in cui il Collegio non imponga nessun termine prestabilito, l’intermediario dovrà uniformarsi alla decisione nel termine di 30 giorni;
  • nel caso in cui l’intermediario, oppure, il cliente costata la presenza di omissioni, errori visibili o di conteggi possono richiedere la correzione entro 30 giorni dalla decisione.

Buoni fruttiferi postali: il risparmiatore che non si ritiene soddisfatto della decisione finale cosa può fare?

Se la decisione finale emessa dall’Arbitro Bancario Finanziario non dà soddisfazioni piene né al cliente, nè all’intermediario, non essendo un provvedimento vincolante, non avendo la stessa valenza di una sentenza emessa dal giudice, è possibile avvalersi di altre forme di giudizio. In sostanza, basta presentare un ulteriore ricorso usufruendo degli altri dispositivi immessi come strumenti di tutela disciplinati dalla normativa.

 


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein