Buoni postali fruttiferi rilasciati su moduli della serie Q senza tabella a tergo

Buoni fruttiferi postali serie Q, l’avvocato risponde ad un lettore sulla possibilità di fare ricorso sul minore rimborso in base al tasso applicato.

Buoni postali fruttiferi, la domanda di un lettore: Buongiorno mia moglie è in possesso di alcuni Buoni Postali Fruttiferi serie Q emessi dal 1989 al 1993; a novembre 2019 abbiamo provveduto alla riscossione di alcuni di questi buoni, tutti emessi nel  mese di novembre 1989 per un importo di Lire 1.000.000; le Poste per ogni B.F. ci hanno corrisposto €.5.539,64 al netto delle ritenute fiscali in luogo di €.7.342,70, secondo un conteggio da me stilato in un file XLS. La differenza è maturata negli ultimi dieci anni in quanto il buono, secondo quanto indicato sul retro dello stesso, avrebbe dovuto maturare  dal 21° al 30° anno solare un interesse semplice al tasso massimo raggiunto (12%), tasso che invece non è stato applicato dalle Poste Italiane.

È possibile fare ricorso?
La ringrazio.
Distinti saluti

Buoni Postali Fruttiferi serie Q senza tabella a tergo

Va anzitutto premesso che in materia di BPF è necessario prendere visione del titolo, fronte retro, ai fini di un parere.  

Dalla descrizione dei fatti, il quesito sottoposto sembra riguardare dei buoni fruttiferi postali ordinari emessi da Poste Italiane nel periodo compreso tra il 1989 ed il 1993.

Il nostro lettore sostiene che dai calcoli effettuati, Poste Italiane non avrebbe riconosciuto l’interesse del 12% per l’ultimo decennio di vita dei buoni del 1989 portati all’incasso.

In realtà, è ipotizzabile che il calcolo effettuato non abbia tenuto conto delle disposizioni ministeriali che si sono succedute nel tempo in materia di buoni fruttiferi postali ordinari. Infatti, a tergo di tali buoni è sempre riportata l’espressa previsione secondo cui i “tassi sono suscettibili di variazioni successive a norma di legge. L’ammontare degli interessi è soggetto alle trattenute fiscali previste alla data dell’emissione”.

In giurisprudenza è pacifico l’orientamento secondo cui simili variazioni, purché successive all’emissione dei buoni, costituiscano un’eterointegrazione automatica del contratto ai sensi dell’art. 1339 c.c.

Pertanto, la differenza di calcolo è presumibilmente dettata dalle seguenti circostanze:

– gli interessi per i primi 20 anni vanno calcolati in regime di capitalizzazione (composta) annuale al netto della ritenuta fiscale che, nel presente caso, è del 12,5%;

– gli interessi per gli ultimi 10 anni vanno calcolati in regime di capitalizzazione semplice con detrazione finale della ritenuta fiscale.

 

Avv. Pierluigi Basile

Studio Legale Basile
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Pierluigi Avv. Basile

Dedico particolare attenzione alle tematiche inerenti il diritto bancario, il diritto del lavoro, specie in riferimento ai rapporti di pubblico impiego, il diritto assicurativo e l’infortunistica, la tutela del consumatore, la responsabilità medica, le procedure esecutive e di recupero crediti. Per contatti: Unione Nazionale Consumatori Cosenza Studio Legale Basile - avv.pierluigibasile@virgilio.it - avv.pierluigibasile@pec.it