Busta paga lordo e netto: la sforbiciata che taglia lo stipendio

La diminuzione del cuneo fiscale porterebbe all’aumento della busta paga, in pratica si ridurrebbero i costi, e di conseguenza aumenterebbe il netto, ossia più soldi nelle tasche dei lavoratori.

La busta paga dei lavoratori è sempre un tema molto delicato. Quello che a volte (forse) sfugge è la palese differenza tra il valore a netto e quello a lordo. Una sorta di foce ramificata tra lordo e netto dovuta alle tasse e contributi previdenziali. In generale questo divario è stato il punto di rottura di diverse discussioni, dal un lato i lavoratori che si lamentano di incassare sempre meno. Dall’altra parte i datori di lavoro che sono alle prese continue con nuovi costi aziendali alla voce assunzioni. Un filo conduttore che ha scontentato sempre un po’ tutti. A spianare la situazione dovrebbe intervenire lo Stato attraverso la rimodulazione del cuneo fiscale. Ma, sostanzialmente è difficile perdere le risorse derivanti dalle entrate fiscali. Ecco che di volta in volta l’ingresso di questa misura viene posticipata.

Busta paga: chi paga le tasse?

Andiamo per gradi, il datore di lavoro funge da sostituto di imposta. Cosa significa? Il lavoratore autonomo, riceve dal cliente il compenso lordo. In seguito, nella dichiarazione dei redditi l’autonomo paga le tasse e contributi previdenziali quantificati sul reddito prodotto nell’arco dell’anno solare. Nel rapporto di lavoro subordinato, ossia dipendente, il datore di lavoro svolge questa operazione contabile per conto del lavoratore.

Non è un’azione benevola, praticamente, il datore di lavoro non fa altro che provvedere a calcolare le  tasse sul reddito a carico del lavoratore, cioè l’importo delle tasse che dovrebbe versare il lavoratore e le decurta dallo stipendio lordo pagando il Fisco.

Nel conteggio il datore di lavoro tiene dalla busta paga lorda la parte di contributi previdenziali che competono al lavoratore pari a circa il 30%. Ora, il datore di lavoro non li trattiene per se, ma li deposita nelle casse dell’INPS, oppure degli altri enti previdenziali a cui il lavoratore è registrato.

La Legge n. 4 del 1953 impone che il datore di lavoro presenti al lavoratore la busta paga o cedolino paga mensilmente, nel momento in cui il dipendente riceva lo stipendio.

Riassumendo, la busta paga è l’atto che contiene tutte le voci corrispondente alla movimentazione (dare, avere) operata dal datore di lavoro sul lordo di quello che dovrebbe percepire il lavoratore, ossia lo stipendio lordo.

L’omessa presentazione della busta paga dal datore di lavoro al lavoratore produce sanzioni amministrative.

Busta paga lordo e netto: differenze

Lo stipendio lordo rappresenta la parte che dovrebbe percepisce il lavoratore senza le trattenute fiscali e previdenziali, mentre lo stipendio netto o busta paga al netto, è l’importo esatto che il dipendente percepisce dopo aver versato tutte le trattenute imposte per legge.

Dire che si tratta di una differenza considerevole è un eufemismo, parliamo di una discrepanza tra gli importi a lordo e quelli a netto, che aumentano in modo corposo se incrementa la condizione retributiva dell’impiegato. La voce più discussa, nonché la più contestata in assoluto nella busta paga è l’imposta sul reddito delle persone fisiche, ossia IRPEF.

L’Irpef non viene calcolata su base standard o fissa, ma è un’imposta progressiva calcolata su scaglioni. Ecco spiegato il motivo di quanto sentiamo, ad esempio, che il prelievo fiscale è arrivato al 40%. L’Irpef aumenta con il reddito, maggiore è il reddito più si ingrossa il prelievo fiscale, che può toccare la percentuale del 40%.


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein