Busta paga: scattano gli aumenti, esclusi lavoratori reddito minimo e pensionati

Previsti aumenti in busta paga, ma non per tutti, esclusi i lavoratori con un reddito minimo e i pensionati. Il decreto fiscale introduce dei benefici limitatamente a un pacchetto di lavoratori, creando problemi di equità.

Busta paga, scattano gli aumenti ma non per tutti. Il decreto fiscale a far data dal 1° luglio 2020 introduce una riduzione delle tasse che ricadono nella busta paga dei lavoratori, ma nello stesso tempo, produce delle serie difficoltà in tema di equità. In che modo? Consolida il drenaggio fiscale per i lavoratori escludendo dal beneficio i pensionati, non solo, si tratta di un’operazione che crea dei paletti alla riforma Irpef. 

Queste sono le conclusioni cui è giunto Giuseppe Pisauro presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, sul tema del decreto legge promosso nel mese di gennaio dal Consiglio dei Ministri. Considerazioni espresse durante una fase di audizione indetta dalla commissione Finanze al Senato.

Busta paga: il taglio del cuneo produce inequità tra i lavoratori

Le misure introdotte dal governo non producono un drenaggio fiscale, ma evidenziano la presenza di un effetto discontinuo, marcando la fascia dei lavoratori incapienti, circa 4,1 milioni di lavoratori dipendenti. Si tratta, di lavoratori esclusi dal bonus per un reddito più basso rispetto alla soglia stabilita dalla normativa. In sintesi Pisauro, spiega che il provvedimento produce per i lavoratori dipendenti con un reddito di 8.150, un poco al di sotto della soglia una sorta di imposta negativa dovuta alla mancanza dell’accesso al bonus. In sostanza, crea una inosservanza della norma sull’equità orizzontale, generando effetti distorsivi nei lavoratori che percepiscono redditi pari o superiore alla soglia indicata dalla normativa per beneficiare del bonus Renzi.

Busta paga: i paletti alla riforma Irpef

L’introduzione del bonus Renzi di 80 euro aveva innescato il privilegio fiscale a favore del lavoratore dipendente tagliando fuori la categoria dei pensionati. Sia in termini d’imposta negativa che per la fascia reddituale. In merito a questa disputa Pisauro, chiarisce che il principio della misura si basa sull’elemento monetario, e crea evidenti paletti strutturali per una riforma Irpef, (anticipata dal governo).

Busta paga: scattano gli aumenti da luglio 2020

I lavoratori dipendenti percettori di un reddito tra i 26.600 e 28 mila euro potranno beneficiare del taglio del cuneo fiscale ricevendo un bonus Renzi dell’importo di 100 euro mensili, pari a 1.200 euro annui. In sostanza, i lavoratori che già percepiscono il bonus Renzi di 80 euro con un reddito che rientra tra 8.173 a 24.600 dal 1° luglio 2020 riceveranno un aumento di 20 euro mensili pari a 240 di aumento annui.

Potranno beneficiare di un defalcamento fiscale in busta paga i lavoratori con un reddito da 28.001 a 35.000 attingendo a una detrazione fiscale che oscilla da 960 fino a 1.200 euro. Man mano la detrazione fiscale diminuisce fino ad arrivare a posizionarsi sullo zero con il superamento della soglia dei 40.000 euro.


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein