Calcolo pensione donna 2020: assegno e penalizzazione

Pensione donna nel 2020, le tre variabili da considerare prima di scegliere questa misura, tutte le informazioni per il calcolo dell’assegno.

La pensione donna ‘Opzione donna’ è stata prorogata per tutto il 2020 con i seguenti requisiti: per le lavoratrici dipendenti è richiesto un requisito anagrafico di 58 anni: per le lavoratrici autonome è richiesto un requisito anagrafico di 59 anni; per entrambe le categorie è richiesto un requisito contributivo d 35 anni utili. I requisiti devono essere maturati entro il 31 dicembre 2019. Inoltre, la pensione donna è soggetta alle finestre mobili nel modo seguente: una finestra di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome, tranne per le dipendenti del comparto scuola. 

Pensione donna e penalizzazione

La riforma nel 2020 ha predisposto molte novità sulle pensioni, tra cui ha prorogato anche la pensione Opzione donna per tutto il 2020. Le lavoratrici che scelgono la pensione donna nel 2020, possono subire una decurtazione dell’assegno pari al 25 – 30 % rispetto all’ultimo stipendio percepito.

Questo succede perché l’Opzione donna è calcolata interamente con il sistema contributivo a differenza delle altre misure che prevedono il calcolo con il sistema misto. L’entità della riduzione dipende molto dalla carriera lavorativa della dipendente, sono tre le variabili da considerare.

Opzione donna: tre variabili da considerare

Prima di scegliere la pensione donna bisogna considerare tre variabili: 

La prima variabile riguarda l’uscita anticipata di 8 – 9 anni dall’età pensionabile, questo comporta un coefficiente di trasformazione del montante contributivo superiore.

La seconda variabile invece incide sul valore maturato come anzianità contributiva. Se la lavoratrice ha maturato 18 anni di contributi entro il 1995, ha il diritto di mantenere il calcolo con il sistema retributivo fino al 2021. Con la scelta della pensione donna (Opzione donna), in questa ipotesi, l’impatto sull’ assegno con il passaggio al sistema contributivo potrebbe subire una maggiore decurtazione rispetto a coloro che hanno meno contributi di 18 anni entro il 31 dicembre 1995.

Il calcolo dell’assegno interamente contributivo penalizza in modo significativo rispetto al sistema misto.

La terza variabile dipende molto dalla carriera lavorativa. Se la lavoratrice all’inizio della sua carriera ha goduto di retribuzione elevate, l’impatto potrebbe risultare non penalizzante, viceversa la lavoratrice che ha avuto una carriera lavorativa discontinua, potrebbe subire una forte penalizzazione.

Pensione donna e 35 anni di contributi utili, cosa significa?

L’Opzione donna richiede un requisito contributivo di 35 anni, sono considerati utili tutti i contributi a qualsiasi titolo versati (obbligatori, volontari, da riscatto e figurativi), sono esclusi dal computo i periodi coperti da contribuzione figurativa per indennità di disoccupazione Naspi e malattia.


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”