Calcolo pensione quota 100 rispetto a pensione di vecchiaia

Andando in pensione con la quota 100, rispetto alla pensione anticipata, si rischia di avere una perdita sull’assegno previdenziale?

Partendo dal presupposto che la quota 100 non prevede alcuna penalizzazione sul calcolo dell’assegno pensionistico, vediamo quanto inciderebbe sull’importo spettante rispetto alla pensione di vecchiaia, con la quale, giustamente, si verserebbero più anni di contributi. Nel farlo rispondo al quesito posto da un lettore che chiede: Buonasera,  ho 63 anni  e 38 di contributi al 7 agosto 2019.
È possibile sapere quanto ci rimetto con quota 100 rispetto alla pensione naturale ( ancora 3/4 anni)? Grazie

Calcolo pensione quota 100

Nessuna delle misure previdenziali attualmente in vigore prevede l’applicazione di penalizzazione nel calcolo dell’assegno, ad esclusione della pensione con il regime sperimentale opzione donna che comporta il ricalcolo interamente contributiva del trattamento comportando, a volte una penalizzazione che sfiora anche il 30%.

Dire, però, che le misure non prevedono penalizzazione non significa che daranno lo stesso assegno pensionistico spettante se si arrivasse ai 67 anni di età lavorando.

Nel suo caso, accedendo alla quota 100 a 63 anni, rispetto alla pensione di vecchiaia a 67 anni anticiperebbe l’uscita di 4 anni. Se continuasse a lavorare, ovviamente, continuerebbe a versare contributi per 4 anni aumentando il suo montante contributivo e, di conseguenza anche il suo assegno pensionistico.

A questo, poi, deve aggiungere il fatto che il coefficiente di trasformazione del montante contributivo (relativamente alla quota maturata nel sistema contributivo) a 63 anni è più basso rispetto a quello applicato a 67 anni e questo, come è comprensibile, influisce negativamente sull’importo della pensione.

Non so quantificarle quanto perderebbe economicamente anticipando la pensione di 4 anni ma oggettivamente una perdita c’è.

Immagini soltanto che per un lavoratore con stipendio medio di circa 30mila euro il montante contributivo aumenta di poco più di 9mila euro l’anno e solo questo incrementerebbe l’assegno pensionistico di circa 35/38 euro mensili. Moltiplichi tale somma per 4 (gli anni di anticipo) e consideri anche il cambiamento derivante dal maggior coefficiente di trasformazione applicato al compimento dei 67 anni per farsi un’idea della perdita netta sulla pensione.

Per approfondire è possibile leggere: Pensioni quota 100: si perde il 16% netto sull’assegno

Inoltre interessante leggere anche una previsione fatta dall’allora presidente dell’INPS, Tito Boeri sull’incidenza dell’anticipo sull’assegno:Pensione quota 100: si rischia di perdere il 25% dell’assegno?

Di contro, però, se anticipa di 4 anni va a riposo con un bell’anticipo e smette di versare contributi INPS… Ovviamente deve essere una valutazione che fa lei in base alla sua reale convenienza personale e alla necessità oggettiva di lasciare in anticipo il mondo del lavoro.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.