Calcolo pensione Quota 41, quanto si perde e il sistema adottato: retributivo, contributivo o misto?

Come effettuare il calcolo pensione con la Quota 41 e quanto si perde con questa forma previdenziale? Tutto quello che c’è da sapere.

Calcolo pensione Quota 41 destinata ai lavoratori precoci che hanno maturato 41 anni di contributi e si trovano in una delle quattro categorie di tutela. La Quota 41 è particolarmente vantaggiosa perchè permette l’accesso a prescindere dall’età anagrafica, anche se i requisiti richiesti sono molto stringenti. Ma come si effettua il calcolo pensione Quota 41 ed è conveniente aderire a questa misura anzichè ad altre pensioni news? Scopriamo come si calcola la pensione con la quota 41 e i suoi vantaggi. 

Calcolo pensione quota 41: requisiti

La pensione quota 41 richiede per l’accesso particolari requisiti, come sopra menzionato, nello specifico:

  • lavoro precoce (almeno 52 settimane di contributi versate prima del 19° anno di età, anche non consecutive);
  • 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica;
  • il lavoratore si deve trovare in una delle quattro tutele: lavoratore disoccupato che da tre mesi ha terminato di percepire l’indennità di disoccupazione; lavoratore invalido con una percentuale del 74%; lavoratore che assiste un familiare con handicap grave (caregiver) da almeno sei mesi; lavoratore che svolge mansioni faticosi e pesanti (usuranti e gravose). 

Quindi, per la pensione quota 41 non è richiesto il requisito anagrafico. La domanda deve pervenire all’Inps entro il 1° marzo di ogni anno e non oltre il 30 novembre (domande tardive). 

Il calcolo dell’assegno pensionistico viene effettuato in base al fattore temporale del versamenti dei contributi, sono tre attualmente i sistemi in vigore: retributivo, contributivo e misto

Il fattore temporale incide sul calcolo dell’assegno

Nello specifico bisogna considerare i versamenti contributi in base al versamento e alla quantità maturata. In poche parole per il calcolo pensione viene considerata questa griglia temporale: 

  • contributivo: per chi ha versato contributi dopo il 31 dicembre 1995;
  • retributivo: fino al 31 dicembre 2011, poi dal 1° gennaio 2012 per effetto della Riforma Fornero si procede con il contributivo per chi ha maturato almeno diciotto anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • misto: contiene entrambi i sistemi, retributivo fino al 31 dicembre 1995 e poi contributivo per coloro che non hanno maturato diciotto anni di contributi al 31 dicembre 1995.

In base alle date dei versamenti e il montante contributivo accumulato si può capire con quale sistema viene calcolato l’assegno pensionistico. 

Questa misura non è penalizzante ed è conveniente perchè è calcolata come una normale pensione, l’importo dell’assegno dipende da tanti fattori e dal valore dei contributi versati nell’arco della vita lavorativa. 


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”