Canone di affitto: pagando in ritardo si rischia lo sfratto per morosità?

Quali conseguenze possono subentrare pagando il canone di locazione a uso abitativo o commerciali in ritardo? Nel canone di locazione quanti giorni di tolleranza sono consentiti per legge?

Il Canone di affitto, deve essere pagato nel giorno stabilito nel contratto di locazione, ma può capitare di versare il canone in ritardo. Eppure, non tutti conoscono le possibili conseguenze che potrebbero scaturire dal pagamento tardivo. Infatti, il pagamento del canone di locazione versato in ritardo potrebbe sciogliere il contratto, ossia avviare la risoluzione contrattuale. Per capire esattamente quali pericoli si corrono nel posticipare il pagamento del canone di affitto è bene valutare alcuni elementi, che possono condizionare gli eventuali rischi derivati dal versamento in ritardo. Parliamo, ad esempio della verifica del contratto di locazione, per escludere l’eventuale presenza di una “clausola risolutiva”, che porterebbe allo scioglimento del contratto nel caso in cui una delle parti venisse meno agli obblighi assunti. Altro dato da considerare riguarda il tipo di contratto, ossia contatto di locazione a uso abitativo, oppure uso commerciale. Infine, valuteremo quanto potrebbe incidere il pagamento in ritardo dell’affitto in uno sfratto per morosità.

Pagando il canone di affitto in ritardo si rischia lo sfratto per morosità?

Secondo la normativa italiana il canone di locazione a uso abitativo, ossia relativo all’affitto di una casa, deve essere pagato entro e non oltre il giorno 20 del mese successivo. Ciò significa, che se il canone per l’affitto è scaduto a gennaio, l’affittuario o inquilino per evitare lo sfratto per morosità e ottemperare al pagamento, deve versare il canone entro il 20 febbraio.

Nel caso in cui persista la morosità, il locatore può attraverso un legale avviare la prassi che porta alla citazione per la convalida di sfratto di morosità, la quale dovrà essere regolarmente notificata a mezzo dell’ufficiale giudiziario all’affittuario nei termini di legge. Parliamo di un atto giudiziario che indica all’inquilino le somme corrispondenti ai canoni non versati, e l’invito a presentarsi in udienza nelle ore di rito, presso il Tribunale del Circondario di appartenenza. Il giudice nell’udienza procede prima con la verifica della presenza della morosità, ossia, si accerta che l’inquilino risulti ancora moroso. In questo caso, il magistrato formula l’ordinanza di sfratto.

L’affittuario per svincolarsi dallo sfratto, può pagare il debito in vari modi, quali:

  • versare l’importo del canone scaduto prima dell’emissione dell’ordinanza di sfratto;
  • sanare le pendenze (fitto arretrato, interessi e spese) in sede d’udienza;
  • presenta al giudice durante la prima fase dell’udienza, una richiesta di rinvio di 90 giorni, nei quale provvede al pagamento dell’intero debito. Nel caso in cui l’inquilino non rispetti neanche l’ultimo termine di garanzia, il giudice emette lo sfratto esecutivo.

Cosa si rischia pagando in ritardo il canone di locazione a uso commerciale?

La questione cambia totalmente in presenza di un contratto di locazione a uso commerciale. Infatti, in questo caso si prendono come riferimento legale le regole generali dei contatti. Cosa significa? Solo persistendo l’inadempimento del contratto, il locatore può chiedere lo scioglimento dello stesso. In altre parole non basta un semplice ritardo o la morosità di un mese per avviare la procedura di sfratto.


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein