Cartella esattoriale: i termini di prescrizioni cinque o dieci anni? La sentenza

Cartella esattoriale: il tempo di prescrizione è sempre stato un dilemma per il contribuente, ci sono molte sentenze che vanno in direzioni opposte

Per chi riceve una cartella esattoriale da parte dell’Agente della Riscossione, non è mai certo del suo periodo di prescrizioni. Questo perché ci sono molte sentenze emesse da parte della Cassazione di segno opposto.  Quando qualche mese, precisamente il 23 novembre del 2018 con la sentenza n. 30362, la Corte ha espresso un’interpretazione sulla prescrizione quinquennale della  cartella esattoriale, è sembrato che si fosse raggiunto un punto di arrivo sulla controversa questione. La stessa sentenza si era riferita ad una emessa dalle Sezioni Unite del 2016, precisamente alla sentenza n.23397/2016, che aveva affermato la natura “amministrativa” delle cartelle, poiché non sono uguagliabili ad atti giudiziari, esse non si prescriverebbero entro 10 anni. È stato interpretato, sempre, in modo diverso questo precedente.

La maggior parte delle volte si è sempre assegnato alla cartella esattoriale la stessa prescrizione prevista per il tributo riportato in essa: 10 anni per le imposte erariali, 5 anni per le tasse degli enti locali, le sanzioni amministrative e i contributi previdenziali, 3 per il bollo auto.

 

 

Cartella esattoriale: la prescrizione ritorna a 10 anni

Ma, una nuova sentenza di questi giorni ha stravolto tutto il panorama. La Cassazione, tramite l’ordinanza n. 24106 del 27 settembre 2019, ha ristabilito la prescrizione decennale per tutte le cartelle esattoriali. Quindi, la prescrizione viene di nuovo raddoppiata.

La decisione sulla controversia è stata presa dalla sezione lavoro, quindi il tributo riscosso si ritiene che derivasse da contributi dovuti all’Inps o all’Inail, per i quali la decisione viene presa dal tribunale ordinario. Negli altri casi, infatti, per le imposte e tributi la decisione spetta alla commissione tributaria mentre per le sanzioni amministrative e multe stradali al giudice di pace.

La Corte chiarisce e descrive il procedimento di riscossione. Si inizia con l’iscrizione a ruolo dell’importo dovuto, effettuato dall’ente creditore, che invia il carico all’Agente della Riscossione. Esso che procede con il pignoramento e, se nel caso non ci riesce, restituisce la “pratica” all’amministrazione. L’ente se rileva la presenza di redditi o altri patrimoni in capo al contribuente, può riattivare la Riscossione all’Esattore, tranne che non sia intervenuta la prescrizione decennale.

Da questo passaggio si può evincere la definizione della prescrizione massima per il contribuente che non ha pagato.

Bollo auto non pagato, il sollecito di pagamento interrompe la prescrizione?


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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.