Casa familiare: quando si ottiene la revoca dell’assegnazione?

Nel momento in cui due persone si sposano, quando poi ci si separa, diventa una croce, diventando una vera battaglia per le coppie.

Nel momento in cui due persone si sposano, l’acquisto della casa coniugale fa parte della delizia, quando poi ci si separa, diventa una croce, diventando una vera battaglia per le coppie. Spesso, da parte dei giudici, la decisione non è difficile, nello specifico quando ci sono figli, per una stabilità psicologica, viene sempre data al genitore affidatario, che è quasi sempre la mamma. Adesso andremo a vedere in che modo il terzo interessato o il coniuge non assegnatario possono ottenere la revoca dell’assegnazione della casa familiare.

Andiamo a vedere per grado cosa succede in questi casi

1) La casa familiare: la sua definizione è il luogo dove la famiglia mangia, dorme e svolge la quotidianità dei momenti insieme, il luogo dei ricordi della famiglia. Per i figli questo luogo è molto importante, nati tra quelle mura, hanno di quella casa un punto fermo della loro vita, e lì che festeggiano i compleanni, il Natale, il Capodanno, e lì che portano i primi amichetti. Ed è per questo che il legislatore considera tale luogo di fondamentale importanza per i loro interessi, prima dei coniugi.

2) Assegnazione casa familiare: in caso di separazione dei coniugi, il giudice, se ci sono figli, tiene in considerazione come prima cosa i loro interessi, se non ci dovesse essere la presenza di figli, il magistrato andrà a verificare la forza economica dei coniugi.

3) È opponibile il provvedimento di assegnazione? All’infuori dei coniugi potrebbe capitare che altri rivendichino un diritto sulla casa familiare. Il legislatore in questo caso prevede una trascrizione, che serve a rendere opponibile ai terzi l’esistenza di tale vincolo sull’immobile, così i terzi vengono a conoscenza di questo provvedimento e, così, l’interesse maggiore mostrato dal legislatore a salvaguardia della famiglia sospende il diritto vantato da altre persone su quell’immobile. Anche in mancanza di trascrizione, il provvedimento di assegnazione può essere salvaguardato, almeno per i primi nove anni, oppure se ci sia la presenza di figli minorenni o maggiorenni non economicamente stabili.

4) Quando è possibile ottenere la revoca dell’assegnazione della casa familiare? Il provvedimento da come si è capito, non è eterno. La giurisprudenza ha stabilito i casi principali per cui il terzo interessato o il coniuge non assegnatario possano ottenere la revoca del provvedimento di assegnazione:

a) la morte del beneficiario dell’assegnazione

b) il compimento della maggiore età dei figli o il conseguimento da parte degli stessi dell’indipendenza economica

c) il trasferimento del figlio maggiorenne

d) il passaggio a nuove nozze oppure la convivenza more uxorio del genitore assegnatario

e) la mancata utilizzazione della casa da parte dell’assegnatario, sempre previa valutazione dell’interesse prioritario dei figli.

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