Cassa integrazione e bonus coronavirus anche dopo settembre?

Gli aiuti del governo serviranno, probabilmente fino alla fine dell’anno tra cassa integrazione e indennità. Ecco le soluzioni.

L’epidemia sta finalmente scemando, il numero dei contagi diminuisce come quello dei deceduti e per alcuni la fase 2 è iniziata da maggio con la ripresa del lavoro e delle attività produttive. Gli interventi del governo per evitare un collasso del Paese sono stati sufficienti?

Cassa integrazione e bonus

L’esecutivo per superare il lockdown ha previsto moltissime misure per sostenere aziende, lavoratori, famiglie e disoccupati ma a quanto sembra con l’inizio della fase 2, non tutti potranno tornare alla vita di prima. Per alcuni, infatti, la fase 2 non solo non è ancora iniziata ma non si sa neanche se mai inizierà. 

Molte sono le attività commerciali che hanno deciso di chiudere e di non riaprire i battenti perchè impossibilitate a sostenere i costi gestionali che, a fronte di entrate di ridotte, diventano enormi.Molti sono i lavoratori che non sono potuti tornare al lavoro o perchè la propria azienda ancora non ha riaperto o perchè non è stata in grado di mettere in atto le misure di sicurezza richieste (tra l’altro in alcuni casi abbastanza costose).

La cassa integrazione prevista dal decreto Cura Italia poteva essere fruita dalle aziende e dai lavoratori per 9 settimane dal 23 febbraio al 31 agosto. Anche se il decreto Rilancio ha previsto ulteriori 9 settimae di cassa integrazione queste potranno essere fruite in due distinte tranche: 5 settimane potranno essere accorpate a quella già previste dal decreto Cura Italia fino al 31 agosto ma per fruire delle rimanenti 4 settimane le aziende dovranno attendere settembre perchè queste potranno essere “consumate” solo dal 1 settembre al 31 ottobre.

Poniamo il caso (diffusissimo) dell’azienda che fruisce delle 14 settimane fruibili entro la fine di agosto in maniera continuativa dal momento della chiusura del Paese, a metà giugno queste ultime saranno terminate lasciando aziende con dipendenti che non possono essere licenziati (fino al 17 agosto, infatti, vige il blocco dei licenziamenti) e che, non potendo tornare al lavoro, dovranno in qualche modo essere sostenuti.

Il governo dovrà prorogare gli aiuti

L’esecutivo e il Tesoro si rendono quindi conto che gli aiuti fin qui erogati agli italiani non sono sufficienti e che c’è bisogno di intervenire in tale senso anche dopo l’estate per garantire una tenuta del Paese. Proprio per questo motivo si sta puntando agli aiuti europei per ottenere quanti più fondi possibili (la politica è quello di chiedere molto per riuscire ad ottenere almeno l’essenziale) per allungare la copertura almeno fino alla fine dell’anno quando, si spera, il Paese sarà tornato ad una sorta di semi normalità avendo imparato a convivere con il virus.

I fondi europei, in ogni caso, non serviranno solo al finanziamento della cassa integrazione ma anche a sostenere i lavoratori autonomi con indennità e sussidi senza dimenticare, tra le altre cose, i lavoratori che hanno Naspi in scadenza prorogata di due mesi, ma che si troveranno, in ogni caso, tra 2 mesi a dover affrontare un mercato del lavoro carente di possibilità di assunzioni.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.