Cassa integrazione per Covid-19: l’importo per molti è inferiore all’80%, vediamo perchè

Non per tutti i lavoratori l’importo della cassa integrazione sarà pari all’80% della retribuzione. Per moltissimi, infatti, l’importo sarà più basso per l’applicazione dei massimali.

Sono moltissimi i lavoratori che, a causa dell’emergenza sanitaria per coronavirus, sono stati posti in cassa integrazione con codice COVID-19. Anche se la normativa vuole che l’importo della cassa integrazione sia l’80% dello stipendio, esso va riparametrato in base ai massimali indicati annualmente dall’INPS per le integrazioni salariali e solo per pochissimi lavoratori l’importo percepito è pari all’80% della retribuzione reale. Vediamo perchè.

Importo cassa integrazione Covid-19

A stabilire l’importo della cassa integrazione è l’INPS con una circolare diffusa ogni anno i cui vengono individuati i massimali delle integrazioni salariali. Al di là, quindi, del sistema di calcolo dell’80% della retribuzione che prevede la norma, gli importi spettanti per la cassa integrazione sono stabiiti dai massimali.

Per il 2020 i massimali sono stati indicati nella circolare numero 20/2020 e tali importi riguardo la CIGO (anche per COVID-19) la CIGS, la CIG in deroga e la FIS.

Nella circolare l’INPS stabilisce gli importi effettivamente spettanti al di là sia su base oraria che su base mensile, al di là del calcolo dell’80% della retribuzione. Gli importi spettanti si intendono al netto dei contributi ma al lordo della tassazione Irpef.

Cassa integrazione e massimali mensili

Per l’anno 2020 sono previsti i seguenti massimali:

• per i lavoratori che hanno retribuzione mensile media (calcolo di tutte le retribuzioni annue comprese di tredicesima ed eventuale quattordicesima) pari o inferiore a 2159,48 euro l’importo mensile lordo spettante è di 998,18 euro  (al netto 939,89 euro);

• Per lavoratori con importo superiore a 2159,48 euro, invece, l’importo spettante mensilmente è di 1199,72 euro lordi (1129,66 euro netti).

Questi, quindi, gli importi spettanti mensilmente ai lavoratori posti per l’intero mese in cassa integrazione a zero ore.

Cassa integrazione massimale orario

Ma cosa accade al lavoratore che è stato posto in cassa integrazione a rotazione o in cassa integrazione a zero ore a mese Iniziato (come è accaduta alla maggioranza dei lavoratori nel mese di marzo)?

In questi casi l’integrazione salariale spettante va determinata per ogni ora di integrazione salariale applicando, quindi, l’importo massimo che si percepisce per ogni ora di cassa integrazione fruita.

Il massimale orario varia in base al mese poichè si applica un divisore mobile che si basa sui giorni lavorativi di ogni mese.

Andando a vedere solo i mesi di interesse per la cassa integrazione COVID-19 il divisore orario per il 2020 è di

• 176 per marzo

• 176 per aprile

• 168 per maggio

Applicando questi divisori ai massimali mensili si ottiene la retribuzione oraria.

Per i lavoratori con stipendio pari o inferiore a 2159,48 euro mensile la quota oraria spettante è di:

• 5,34 euro per marzo (938,89 diviso 176)

• 5,34 euro anche per aprile

• 5,59 euro per maggio

Per i lavoratori con stipendio superiore a 2159,48 euro mensile la quota oraria spettante è di:

• 6,42 euro per marzo (1129,66 diviso 176)

• 6,42 euro per aprile

• 6,72 euro per maggio.

Conclusioni

Come si può facilmente intuire, quindi, non a tutti spetta l’80% della reale retribuzione. As esempio per i lavoratori che percepiscono una stipendio superiore ai 2159 euro al mese spetta una cassa integrazione pari a 1129 euro mensili e non l’80% della retribuzione normalmente percepita

A percepire l’80% della retribuzione sono soltanto coloro che si trovano nella condizione di percepire una retribuzione pari o inferiore a 1250 euro al mese. Tutto il resto dei lavoratori, invece, si vedrà accreditare un importo inferiore all’80% della retribuzione.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.