Celiachia, per i prodotti gratuiti non basta la patologia (pubblicato il decreto in G.U.)

Celiachia, per i prodotti gratuiti non basta la patologia, le nuove regole, pubblicato il nuovo decreto in Gazzetta Ufficiale.

Celiachia ed erogazione gratuita dei prodotti alimentari, cambiano le regole, pubblicato in  Gazzetta ufficiale il 10 agosto 2018, il nuovo decreto del Ministero della Salute. Il decreto a firma del Ministro Giulia Grillo, abroga quello del 2006 e lo modifica in modo sostanziale, limitando il tetto di spesa a carico dello Sato.

Livelli essenziali di assistenza e contenimento dei costi

celiachiaSi legge nel decreto che: “ è opportuno rendere uniformi le modalità di erogazione degli alimenti senza glutine specificamente formulati per celiaci al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale e di contenere i costi per il Servizio sanitario nazionale; Considerato che il celiaco deve seguire una dieta varia ed equilibrata con un apporto energetico giornaliero da carboidrati stimabile in almeno il 55%, che deve derivare anche da alimenti naturalmente privi di glutine provenienti da riso, mais, patate e legumi come fonte di carboidrati complessi, per cui la quota da soddisfare con alimenti senza glutine di base (pane, pasta e farina) è stimabile nel 35% dell’apporto energetico totale.

Diritto di erogazione

Ai soggetti affetti da celiachia, compresa la variante della dermatite erpetiforme, è riconosciuto il diritto all’erogazione gratuita degli alimenti con dicitura «senza glutine, specificatamente formulati per celiaci» o «senza glutine, specificatamente formulati per persone intolleranti al glutine», ai sensi dell’art. 1 del decreto ministeriale 17 maggio 2016

Aggiornamento nel Registro nazionale

Inoltre il decreto all’art. 2 prevede l’aggiornamento del Registro nazionale che dovrà avvenire entro i 6 mesi. Si legge: “Ai fini dell’erogazione a carico del Servizio sanitario nazionale sono inclusi nel registro nazionale, istituito presso la Direzione generale per l’igiene, la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della salute, gli alimenti di cui all’art. 1 rientranti nelle seguenti categorie: a) pane e affini, prodotti da forno salati; b) pasta e affini; pizza e affini; piatti pronti a base di pasta; c) preparati e basi pronte per dolci, pane, pasta, pizza e affini; d) prodotti da forno e altri prodotti dolciari; e) cereali per la prima colazione. 2. Ai fini dell’inclusione nel registro nazionale, gli operatori del settore alimentare devono notificare tali alimenti con le modalità di cui all’art. 7 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 111. 3. Il Ministero della salute pubblica sul proprio sito internet aggiornamenti periodici del registro nazionale.”

Tabella con nuovi limiti di spesa mensile

Celiachia


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Redazione

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