Certificati malattia 2020: chiarimenti INPS sugli obblighi del lavoratore

I lavoratori la cui assenza al lavoro viene supportata dalla certificazione del medico trasmessa online, sono obbligati alla reperibilità, ma non solo, devono comunicare l’eventuale rettifica di prognosi ridotta.

Il certificato di malattia supporta l’assenza del lavoratore al lavoro dovute per cause di salute. Uno dei primi obblighi del lavoratore assente per causa di malattia è la reperibilità, ossia deve risultare reperibile alla visita di controllo. Nel caso in cui, il dipendente risulta irreperibile durante la fase di controllo, cioè assente poiché è rientrato sul posto lavorativo prima del giorno stabilito nel certificato al lavoro, rischia le sanzioni previste dalla normativa.

L’INPS, attraverso la Circolare n. 79/2017 ha chiarito diversi aspetti in materia di lavoro, nello specifico in questo articolo tratteremo il tema dei certificati di malattia. Nel dettaglio, spiegheremo gli adempimenti obbligatori dei lavoratori. Spesso, manca la comunicazione di rettifica sulla presumibile riduzione del lasso di tempo di prognosi indicato nel primo certificazione di malattia, la quale deve essere trasmessa sia al datore di lavoro che all’INPS,

Certificati malattia: obbligo della trasmissione telematica

Il lavoratore che si trova in uno stato di momentanea inidoneità al lavoro, deve trasmettere all’INPS la certificazione di malattia. Il medico curante dovrà inoltrare l’attestato in forma telematica. La presentazione del certificato cartaceo costituisce una violazione della normativa, se non supportata da un valido motivo dovuto a evidenti intoppi tecnici di linea.

Certificati malattia: quali sono gli obblighi del lavoratore?

Nel certificato di malattia viene indicata l’inizio del periodo di malattia, nonché la fine, ossia il momento il cui il lavoratore dovrà presentarsi sul posto di lavoro. È possibile un prolungamento del periodo di malattia se supportato dalla certificazione medica. I cambiamenti che influiscono sulla malattia devono essere comunicati all’INPS e al datore di lavoro, quando:

  • nel caso di prolungamento della malattia, il medico curante deve trasmettere all’Istituto di previdenza sociale un attestato medico di continuazione;
  • se subentra una guarigione anticipata, deve essere supportata da un certificato di rettifica dell’attestato in corso.

Certificati di malattia: i chiarimenti dell’INPS sulle rettifiche obbligatorie

Vista la scarsa comunicazione da parte del lavoratore della rettifica di ripresa anticipata al lavoro, che spesso finisce per penalizzare chi rientra prima sul posto di lavoro, subendo le sanzioni per irreperibilità in fase di controllo. L’Istituto è intervenuto con delle delucidazioni sull’attuale normativa, in particolare:

  • nel caso di una guarigione anticipata, il lavoratore deve inoltrare prima del recupero dell’attività lavorativa anticipata, l’attestato di rettifica che corregge la data del precedente certificato di malattia, sia all’INPS che al datore di lavoro ai sensi dell’articolo 2087 del codice civile;
  • l’attesto di rettifica che porta in lavoratore prima sul posto di lavoro, deve essere fornito dal medico curante che ha espresso la diagnosi di malattia producendo il primo certificato d’inabilità al lavoro.

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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein