Chernobyl e le altre città fantasma a causa dei disastri nucleari

Ci sono tante città che hanno vissuto la stessa sorte di Chernobyl a causa di un disastro nucleare che ha reso queste zone desolate.

Sappiamo tutti la storia della centrale nucleare di Chernobyl anche grazie a Netflix che ha decido di raccontarla sulla sua piattaforma. Oggi, Pryp’jat’, la città dove distante soli 3km da Chernobyl, è sprovvista di popolazione. Gli unici a considerarla sono i turisti che visitano tutto ciò che è rimasto di quell’evento catastrofico, i quali, tra l’altro, non possono visitare i luoghi se non provvisti di particolari abiti per evitare le radiazioni. Tutti i cittadini furono costretti ad andare via senza fare mai più ritorno, ma tale città non è l’unica ad esser diventata desolata.

Non solo Chernobyl, ci sono altre città fantasma a causa dei disastri nucleari

Sempre vicino a qui luoghi, c’è Kopači, ed anch’essa è aperta alle visite.

Vediamo che la maggior parte delle case del villaggio sono state rase al suolo e interrate dopo il disastro.

In essa troviamo, oltre all’asilo abbandonato, solo pochi edifici, mentre è rimasto in vita un memoriale in ricordo dei soldati sovietici che hanno liberato il villaggio durante la Seconda Guerra Mondiale.

Altra città che ha le stesse sorti della vicenda di Chernobyl è Fukushima, in Giappone, dove un altro disastro nucleare ha costretto  molte città ad evacuare nel 2011.

Si arriva, poi, al 2017, quando  il governo decise di revocare parzialmente gli ordini di evacuazione, permettendo a circa 21.000 precedenti abitanti di rioccupare alcune aree.

Solo  1.000 persone hanno scelto di fare ritorno, tutti gli altri sono scettici nel ritornare, sentendosi troppo in pericolo.

Stessa sorte vale per la città giapponese di Ōkuma che è stata riaperta al pubblico dopo essere rimasta deserta per otto anni.

Nonostante anche in tal caso il governo abbia permesso agli abitanti di ritornare, molti hanno deciso di rimanere fuori.

Della stessa sorte è anche il villaggio di Muslyumovo, contaminato dall’esplosione nucleare nel 1957.

Nel 2009, gli abitanti sono stati trasferiti a circa un miglio di distanza in un’area battezzata “Nuova Muslyumovo”.

Luoghi diversi da un punto di vista geografico, ma molti vicini e simili sia per la loro sorte che per quella dei loro abitanti.

Chiunque vada in questi posti per visitare si troverà difronte delle scene di abbandono, anche inquietanti se vogliamo. Scene di desolazione vera e propria capace di farci capire anche solo in minima parte quanta sofferenza ci sia stata.

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.