Colesterolo cattivo: quali sono i valori per vivere tranquilli

Colesterolo cattivo, gli studi ci aiutano a capire quali sono i valori per poter vivere una vita tranquilla.

Negli ultimi 25 anni sono state condotte centinaia di ricerche per stabilire le linee guida per capire bene quali sono i valori ottimali per scongiurare i rischi di infarto, e di conseguenza, si è arrivati alla conclusione che più bassi sono i valori di colesterolo cattico, C-LDL, più basso è il rischio di eventi cerebro-cardiovascolari, stabilendo nuovi livelli target di C-LDL da rispettare per i pazienti definiti a rischio cardiovascolare, “molto alto” e “alto”, rispettivamente <55 mg/dl e <70 mg/dl.

Vediamo cosa possiamo fare per abbassare i rischi

Il C-LDL è il fattore causale della malattia aterosclerotica e quindi le terapie devono mirare ad abbassarlo il più possibile, per i pazienti con un rischio cardiovascolare molto alto diventa fondamentale abbassare i livelli di C-LDL in modo significativo.

Le nuove linee guida inseriscono il trattamento con gli inibitori PCSK9 come evolocumab quale strategia chiave per ridurre in modo significativo il rischio di eventi cerebro-cardiovascolari nei pazienti con storie di infarto, ictus o arteriopatia periferica. Gli inibitori PCSK9 hanno dimostrato da tempo la loro efficacia nei pazienti in prevenzione secondaria.

L’obiettivo dello studio è stato quello di valutare l’efficacia di evolocumab nei pazienti con sindrome coronarica acuta, quindi nella fase acuta dell’infarto miocardico. I risultati sono stati eccellenti, dopo l’impiego del farmaco per la prima volta entro le 96 ore dall’evento, si è ridotto del 77% il livello C-LDL dopo 4/8 settimane dal trattamento.

Nello studio è stata confermata la tollerabilità e la sicurezza di questo trattamento. Gli inibitori PCSK9 hanno il compito di stabilizzare la placca aterosclerotica, modificandone la composizione, in modo che, nella fase successiva dell’infarto, non ci siano ulteriori complicazioni. Un approccio è aggressivo e precoce nella riduzione di C-LDL va accompagnato ad un percorso di presa in carico del paziente strutturato nelle fasi successive all’infarto, in modo da ottimizzare il beneficio terapeutico.

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