Combattere l’autolesionismo con l’arte: cos’è la terapia Zentagle

Come combattere l’autolesionismo? Con l’arte! Stiamo parlando della terapia Zentagle che ha degli effetti soddisfacenti per tutti quelli che hanno tale disturbo.

L’autolesionismo è ancora un tabù per un bel po’ di persone. Alcuni lo fanno per moda, altri invece perché hanno dei seri problemi alle spalle, con la quale è difficile convivere, e si sentono soddisfatti, per così dire, soltanto nel momento in cui infliggono al loro corpo un taglio. Se ne parla ancora troppo poco nonostante ci sia un bel numero di persone a praticarlo. Ma perché una persona pensa all’autolesionismo?

Chi lo fa è una persona che potrebbe sentirsi sopraffatto sia da situazioni consuetudinarie sia da questioni improvvise e senza farsi vedere si infligge dolore attraverso dei tagli sul corpo. Ma non solo braccia e gambe, anche delle zone meno visibili sono preda dell’autolesionista. E’ difficile capire se una persona sia un autolesionista o meno, una volta, però, che si è stati scoperti, la cosa migliore da fare è andare in terapia. Persone competenti saranno davvero in grado di aiutare.

L’arte al servizio dell’autolesionismo

Un disturbo mentale a tutti gli effetti, i cui tagli possono diventare profondi ed essere scambiati per un tentato suicidio.

Si possono infettare e si può morire anche se l’autolesionista, a differenza dell’aspirante suicida, non vuole morire.

Praticando  l’autolesionismo ci si sente già vivi, perché il gesto permette il rilascio di endorfine. Ma non fa affatto bene.

Una volta capito il perché di questo bisogno, possiamo combattere l’autolesionismo con attività che permettono il rilascio di endorfine.

Un esempio? Il sesso, la cioccolata.. ma queste attività, se fatte troppe volte, possono sfociare in altri disturbi difficili da combattere.

C’è una sola cosa che permette il rilascio di endorfine e non ha controindicazioni: l’arte.

In particolare, l’arte Zentangle, che è stata consigliata a una giovane donna da parte del suo terapista per combattere l’autolesionismo.

La donna ha pubblicato la sua storia sul web per raccontare la sua esperienza.

In pratica, questa terapia prevede di disegnare qualcosa di carino sulle zone del corpo che vogliamo tagliare.

La donna si mostra molto soddisfatta della terapia, lo raccomanda a chi come lei ha sofferto di questo disturbo pericoloso.

 Cos’è l’arte dello Zentangle?

Per farlo non si ha bisogno di essere degli artisti dato che sono rappresentazioni astratte, una sorta di “scarabocchi” che facevamo a scuola.

Ma tutti possono dedicarsi a questa tipologia di arte, anche chi non soffre di autolesionismo.

Leggi anche:

Ylenia Carrisi è viva: fa parte di un programma di protezione testimoni

 

Per essere sempre aggiornati, seguiteci su: Facebook – Twitter – Gnews – Instragram – Pinterest e WhatsApp al numero +39 3515397062

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.