Come aprire una partita IVA nel 2020: costi, differenze e convenienza

Nella partita Iva essere liberi professionisti oppure imprenditori individuali comporta delle differenze contributive e fiscali. Vediamole insieme

Abbiamo finalmente deciso di aprire una partita Iva per metterci in proprio, ma all’improvviso veniamo presi da dubbi che non avevamo mai considerato prima. Qual è il nostro inquadramento dal punto di vista professionale?  Che differenza c’è tra un professionista e un imprenditore individuale? Sebbene infatti ciascun lavoro risulti ben individuato in sé, non è sempre chiara la categoria a cui si appartiene e che comporta delle differenze dal punto di vista sia fiscale che contributivo. Con questo articolo speriamo di fare un po’ di chiarezza e di farvi fare la scelta giusta.

Libero professionista e imprenditore individuale: qual è la differenza?

Rifacendoci alla definizione del Codice Civile, l’attività d’impresa è “l’esercizio professionale di un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi”. Rientrano quindi tra gli imprenditori individuali le persone fisiche che svolgono un’attività di impresa che può essere a sua volta di tipo artigianale o commerciale. Tra gli artigiani troviamo ad esempio i meccanici, i gelatai, i pasticcieri, gli idraulici, i parrucchieri e altri lavori principalmente manuali. I commercianti invece sono coloro che acquistano merci o materie prime con l’intento di rivenderle: si dividono in dettaglianti, per le vendite al dettaglio, e in grossisti, se acquistano grandi quantità di merci da rivendere ai dettaglianti. Si è commercianti anche se si vendono prodotti online, a meno che questi non siano stati realizzati dal venditore in prima persona, che quindi rientrerebbe nella categoria degli artigiani.

I professionisti invece svolgono un’attività prevalentemente intellettuale, come nel caso di avvocati, medici, professori, designer, architetti ecc. È un professionista non solo chi è iscritto ad un albo o a un ordine professionale ma anche i “senz’ordine”, come ad esempio i consulenti aziendali, le guide turistiche o gli educatori. 

Ciò non significa che non si vengano a determinare delle situazioni ambigue in cui risulta difficile determinare la propria categoria, per cui è sempre bene sentire un commercialista.

Per tutte le informazione sul sistema fiscale e i vari bonus, segui la nostra rubrica: Fisco

Differenze previdenziali nella partita Iva

Gli imprenditori individuali devono iscriversi a fini previdenziali alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’Inps, che prevede il versamento di contributi trimestrali fissi intorno ai 3.800€, a prescindere dal reddito effettivo, e di contributi variabili calcolati sulla quota eccedente il reddito minimo Inps, con aliquote differenti in base all’età.

Per i professionisti invece, è obbligatoria l’iscrizione all’Albo o all’Ordine corrispondente, per cui dovranno versare i contributi in una Cassa specifica (l’Inarcassa ad esempio, per gli architetti e gli ingegneri), solitamente calcolati in base al reddito imponibile ai fini Irpef e al fatturato annuo. Se il professionista non è tenuto a iscriversi a un ordine, dovrà versare dei contributi presso la gestione separata dell’Inps, calcolati esclusivamente in base al reddito.

Differenze fiscali nella partita Iva

Dal punto di vista fiscale invece le differenze non sono molte, nel senso che sia i liberi professionisti che gli imprenditori autonomi vengono tassati seguendo il principio di cassa, ovvero in base ai compensi e ai costi percepiti effettivamente.

Per quanto riguarda la compilazione del Modello Redditi Persone Fisiche, andrà compilato il quadro RE dai professionisti in regime di contabilità semplificata o il quadro LM da chi adotta il regime dei contribuenti minimi o forfettario. Gli imprenditori individuali invece compilano il quadro RF in regime di contabilità ordinaria, RG in contabilità semplificata oppure LM se adottano il regime dei contribuenti minimi o forfettario, come per i professionisti. Di fatto, entrambe le categorie possono beneficiare con questo regime della tassazione agevolata al 15% o al 5% nei primi 5 anni di attività. 


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp