Come dare soldi contanti ai figli senza essere tracciati dal Fisco

La nuova norma sull’antiriciclaggio dispone regole sulle paghette e regalini? Quando prestare dei soldi ai figli, ad esempio in vista dell’acquisto di una vettura nuova non è reato? Come regolarizzare il prestito infruttifero?

Prestare dei soldi contanti ai figli senza dover battagliare con il Fisco potrebbe non essere un’ardua impresa. La tracciabilità del denaro contante non mette a dura prova le paghette e regalini, ma i doni corposi. Finire nella rete fiscale per un prestito elargito in modo benevolo, ed essere aditati come evasori per modeste cifre, non è una bella cosa. Ricordiamo che il Fisco parte con la presunzione di colpevolezza, dimostrare il contrario, ossia, l’onere della prova d’innocenza è a carico del contribuente.

Ecco perché prestare una somma di denaro liquido ai figli per una ricorrenza (laurea, compleanno, matrimonio ecc.) o per un acquisto (auto, casa ecc.), potrebbe dare parecchie “gatte da pelare”. E, quel pronto, innato senso del dovere di aiutare un figlio, potrebbe trasformarsi in un incubo fiscale con l’addebito d’imposte e tasse.

Che cos’è il prestito infruttifero?

Ora non stiamo parlando degli spiccioli o di somme irrisorie, ma di somme rilevanti che vengono elargite attraverso i circuiti bancari o postali. Per evitare che il prestito venga sanzionato con l’omesso versamento della tassa sulle donazioni è importante seguire la strada del prestito infruttifero”. Parliamo di un finanziamento che consente di sostenere un figlio, in modo legale, in forma occasionale, ossia senza il vincolo della cadenza abituale. Il prestito infruttifero va redatto in forma privata, cioè una scrittura privata, contente: data, luogo e importo e firma. La scrittura privata per avere una maggiore valenza dovrebbe essere regolarmente registrata all’Agenzia delle Entrate. Sull’atto va versato la marca da bollo di 16 euro e il pagamento del 3% dell’importo del prestito attraverso il modello F24. Per gli importi inferiori di 6 zeri è necessaria solo la causale nel bonifico di “prestito infruttifero”. Queste operazioni sono necessarie per garantire la massima tracciabilità del denaro.

Quando scattano i controlli del Fisco sul prestito di denaro ai figli?

Non sappiamo esattamente come o quando scatta il controllo dell’Agenzia delle Entrate. Di certo, gli istituti di credito regolarmente e con una cadenza sistematica inviano i dati dei clienti all’Anagrafe dei conti correnti. Ora, solo in presenza di un probabile illecito o reato finanziario la banca segnala le operazioni dubbie all’Ufficio Informazioni Finanziarie (UIF). Il quale, avvia la procedura di controllo.

Resta da considerare che nell’Anagrafe dei conti correnti confluiscono miliardi d’informazioni suddivise tra: versamenti, prelevamenti, bonifici e assegni. Molto probabilmente i controlli scattano quando il sistema registra delle anomalie su ingenti flussi di denaro, oppure, verifica che il conto che incassa l’assegno o il bonifico abbia in regola le dichiarazioni dei redditi o quantomeno che l’importo incassato sia esentasse.

 


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein