Commercialisti, AIDC: “Richiesta di disapplicazione degli ISA per il 2018, presentata interrogazione parlamentare”

L’Associazione Italiana Dottori Commercialisti evidenzia le anomalie ancora esistenti e i continui aggiornamenti di versione del software, in sfregio allo Statuto dei Diritti del Contribuente

Si chiede al Ministro dell’Economia e delle Finanze “se ritenga opportuno adottare iniziative per disapplicare gli Isa per l’anno d’imposta 2018 ovvero renderne facoltativa l’applicazione”. La sensibilità nei confronti delle numerose problematiche che stanno investendo i Dottori commercialisti e gli Esperti contabili in fase di prima applicazione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) ha indotto l’On. Marcello Gemmato (Fratelli d’Italia) a farsi promotore dell’interrogazione parlamentare a risposta scritta n. 4-03437, pubblicata nel bollettino degli Atti Parlamentari di controllo e di indirizzo della seduta dello scorso 29 luglio 2019. 

“A tale richiesta l’On. Gemmato perviene dopo una attenta e precisa ricostruzione della genesi normativa, operativa e applicativa dello strumento che (forse) ha segnato il passo degli studi di settore e dei parametri a decorrere dal 2018”, afferma l’Associazione Italiana Dottori Commercialisti (AIDC). “Gli elementi costitutivi della traccia seguita dall’interrogazione, al fine di sollecitare il Ministro Tria, sono rappresentati dalle procedure sesquipedali per ottenere i dati precalcolati, dalle anomalie ancora esistenti, dai continui aggiornamenti di versione del software, rispetto peraltro alla tardività del primo rilascio dello stesso. Aspetti già evidenziati, da un lato, dall’istanza inoltrata da AIDC e UNGDCEC il 24 maggio 2019, indirizzata al Governo e all’Associazione Nazionale Garanti del Contribuente, mirata a chiedere la disapplicazione degli Isa per il periodo d’imposta 2018, e, dall’altro lato, dal comunicato stampa del CNDCEC del 17 luglio scorso con il quale è stata formalmente ventilata la necessità di rendere facoltativi gli Isa per il primo anno di applicazione. Al centro, tanto dell’istanza delle due Associazioni sindacali di categoria quanto del comunicato stampa del CNDCEC, troviamo la esplicita richiesta del rispetto dello Statuto dei Diritti del Contribuente (L. 212/2000), che, una volta di più, appare gravemente sfregiato, specie con riguardo al rispetto dell’art. 6, comma 3”. 

“Inoltre – prosegue AIDC – le affermazioni attribuibili al Viceministro dell’Economia e delle finanze, On. Massimo Garavaglia, secondo cui gli Isa apparterrebbero ad un mondo che non c’è più, atteso l’avvento della fatturazione elettronica, motivo per cui si potrebbe pensare anche alla loro abolizione, di certo creano smarrimento e incredulità rispetto agli sforzi richiesti ai contribuenti e ai professionisti che li assistono, facendoli apparire ancor più come inutili e, come tali, illegittimi. Non resta che aspettare e sperare che questa sollecitazione, al pari di altre, faccia riflettere il Governo e sortisca l’effetto sperato, anche al lordo delle supreme ragioni economiche di Stato che non possono però essere consumate in spregio ai sacrosanti diritti dei contribuenti”.

UFFICIO STAMPA AIDC
Associazione Italiana Dottori Commercialisti
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Angelina Tortora

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