Coronavirus: concerti annullati, quando e come chiedere il rimborso

Molti concerti sono stati posticipati all’anno prossimo, ma per la normativa italiana per i biglietti già acquistati non sono previsti rimborsi

Il tema dei rimborsi dei biglietti dei concerti è stato enfatizzato dalle parole dell’ex Beatle Paul McCarteny. Il cantante, infatti, ha affidato alla sua pagina Facebook una lunga critica all’Italia in merito alla decisione di non rimborsare, ma convertire in voucher i biglietti dei live cancellati per via della pandemia di Coronavirus. 

Il caso arriva in Parlamento

Il problema dei rimborsi tocca, oltre ai concerti, anche altri settori, come abbonamenti allo stadio o a teatro e voli. Dopo le notevoli proteste delle associazioni dei consumatori, il problema è approdato in Parlamento. A Montecitorio, infatti, la Commissione Bilancio è al lavoro sul decreto legge Rilancio e fra gli oltre ottomila emendamenti presentati da tutte le parti politiche, emergono anche proposte che mirano a far scegliere ai consumatori se ottenere un voucher -da utilizzare entro 18 mesi dall’emissione- o direttamente il rimborso. 

Già la Commissione europea aveva invitato gli Stati ad allinearsi alle direttive comunitarie, le quali prevedevano di attribuire agli acquirenti, invece che ai venditori, il diritto di scelta fra il rimborso o un buono sostitutivo dell’acquisto. L’esame degli emendamenti ci sarà, verosimilmente, la prossima settimane e si prevede che il decreto sia approvato entro il 18 luglio. 

Concerti e eventi culturali: cosa prevede la normativa italiana

Secondo la normativa attuale il voucher è da utilizzarsi per gli spettacoli di qualsiasi natura, compresi spettacoli teatrali e cinematografici, biglietti di ingresso ai musei o altri luoghi legati al mondo culturale. Se l’evento non viene cancellato, ma semplicemente rinviato ad un’altra data, come è successo per molti concerti in programma per quest’estate i cui cantanti hanno preferito posticipare al 2021, il biglietto resta valido. 

Qualora il proprietario del biglietto sia impossibilitato a partecipare in quella data può chiedere un voucher di pari importo per un altro evento, altrimenti perde i soldi del biglietto. Negli altri paesi europei, invece, se l’evento viene cancellato o riprogrammato, gli organizzatori offrono al consumatore la possibilità di scegliere fra un voucher e il rimborso. 

Al grido di protesta sollevato da Paul McCarteny si sono unite il Codacons, la Federconsumatori e l’Unione Consumatori.


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