Concorsi docenti 2020: quando l’ingiustizia è legge, chiediamo equità nelle tabelle ministeriali 

Appello laureati per il concorso docenti 2020: ma tra la lista degli esclusi ci sono migliaia di laureati.

A breve partirà il concorso scuola 2020, ma tra la lista degli esclusi ci sono migliaia di laureati. In un contesto di profonda crisi occupazionale e precarietà si procede per esclusione e per negazione dei diritti. Forse un errore burocratico, forse una superficialità strutturale, sta di fatto che non tutti quelli che hanno studiato Lettere posso insegnare Lettere. In base alla tabella ministeriale delle classi di concorso, vengono – a priori -escluse alcune lauree dalla possibilità di afferire alle classi di concorso A12 e A22. Viene dunque così negato, ai laureati in possesso di triennale e specialistica, la possibilità di integrare i crediti formativi mancanti al raggiungimento dei requisiti per la partecipazione al concorso.

L’ingiustizia diventa paradosso quando emerge il fatto che questa possibilità viene invece data alla maggior parte dei corsi di laurea, ad esempio un laureato in Storia dell’Arte, Scienze dello spettacolo o Filosofia, a cui mancano dei crediti necessari può – giustamente e a pieno diritto – sostenere i singoli esami che gli occorrono per poter partecipare al concorso al fine di insegnare Letteratura nelle scuole di primo e secondo grado.

C’è inoltre da dire, che chi proviene da un percorso triennale in Lettere e da una magistrale in Editoria, Giornalismo e comunicazione, è già quasi del tutto in possesso dei Crediti formativi richiesti dalle tabelle ministeriali.

In sostanza spesso la situazione è la seguente: ci sono laureati che hanno tutti i crediti necessari all’insegnamento, che però non possono insegnare e laureati a cui mancano dei crediti ma che posso integrare sostenendo dei singoli esami prima del concorso, colmando così le lacune sui titoli.

E’ assurdo che chi ha alle spalle una preparazione umanista e letteraria viene escluso dalla partecipare al concorso docenti 2020, ed è altrettanto assurdo che per poterlo fare è necessario intraprendere un nuovo percorso di studi e quindi il conseguimento di un’altra laurea.

La richiesta degli aspiranti docenti, laureati nei cdl LM19, LM92, LS13, LS101 è chiara: equità e giustizia nell’organizzazione del concorso, apertura immediata delle classi di concorso A12 e A22 a tutti i laureati in materie letterarie, per l’inserimento in terza fascia e per la partecipazione ai concorsi per la docenza.

Tutte le lauree hanno un valore, tutti percorsi di studio sono frutto di lunghi sacrifici e per questo vanno riconosciute con equità e a tutti vanno date pari possibilità.

Chiediamo alla stampa e ai divulgatori, di portare alla luce la nostra battaglia, perché è una battaglia di civiltà non solo per noi stessi, ma per la dignità di tutti gli studenti e laureati italiani che sono venuti prima e che verranno dopo di noi.

Se il ministero e gli organi competenti non ci ascolteranno, intraprenderemo con molta probabilità un ricorso al tar, consapevoli di stare dalla parte del giusto.

Grazie a chi raccoglierà il nostro appello.


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Redazione

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