Congedi parentali: novità nella Legge di Bilancio 2019

La Legge di Bilancio 2019 ha apportato diverse novità ai congedi parentali. Ecco tutte le novità

La legge di Bilancio 2019, che è stata approvata dal Parlamento il 30 dicembre scorso, contiene diverse novità, tra cui merita la nostra attenzione il congedo di paternità e di maternità.

Legge di bilancio 2019: congedo paternità

Il congedo obbligatorio di paternità è integrato dal comma 278, già disciplinato dalla legge di bilancio 2017. Tale congedo era stato previsto in modo sperimentale dal 2013 al 2018, ma la legge di bilancio 2019 lo ha prolungato per tutto il nuovo anno.

Il congedo paternità si può usufruire entro i primi 5 mesi di vita del proprio figlio, anche se non in modo continuativo. La novità introdotta quest’anno consiste nel poter usufruire di 5 giorni e non di 4 come era previsto per il 2018. Tali giorni possono essere utilizzati anche contemporaneamente al congedo materno. Anche nel 2019 come nel 2018 è previsto che il padre può usufruire di un’ulteriore giornata di congedo, accordandosi con la madre lavoratrice la cui dovrà rinunciare a tele giorno.

Legge di bilancio 2019: congedo maternità

Il comma 485 invece regola in modo nuovo l’opportunità di fruizione del congedo maternità regolato dall’art. 16 del Testo unico. L’introduzione di questo nuovo comma dà la possibilità alla mamma lavoratrice di poter scegliere di astenersi dal lavoro per i 5 mesi dopo il parto, invece di 2 mesi prima e 3 mesi dopo il parto. Questa facoltà di scelta però è vincolata dall’attestazione del medico specialistico del Servizio Sanitario Nazionale e del medico competente al fine di tutelare la salute nei luoghi di lavoro.

Poiché bisogna accertarsi che l’eseguire il lavoro prima del parto non comporti nessuna controindicazione per la gestante e per il nascituro.

Dobbiamo ricordare che l’art. 20 del Testo unico delle leggi sulla maternità già prevede la possibilità di congedo di maternità in modo flessibile, concedendo la facoltà di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data del parto e per i successivi 4 mesi dopo il parto. Quindi con la nuova legge sono 2 le alternative alla regola base del concedo maternità che prevede l’estensione obbligatoria 2 mesi prima e 3 mesi dopo il parto.

Se per la seconda misura c’è la possibilità che si possono verificare abusi, la prima si vede molto di più di buon occhio. Infatti il congedo paternità, secondo alcuni studi, porta più armonia in famiglia producendo effetti positivi anche nella sfera lavorativa, rendendo di più e mostrando più devozione all’azienda.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.