Congedo di 24 mesi lavoratore invalido: di quale può fruire il lavoratore disabile

Il lavoratore disabile non può richiedere il congedo straordinario retribuito di 24 mesi per le proprie esigenze personali ma può fruire, in alternativa, del congedo per gravi motivi familiari.

Il congedo straordinario retribuito regolato dalla legge 151 del 2001, permette di assistere per 24 mesi un familiare con handicap grave in base alla legge 104. Durante il periodo in cui si fruisce del congedo si riceverà un’indennità pari all’ultima retribuzione base e si avrà diritto alla contribuzione figurativa per l’intero periodo. Si ricorda che durante la fruizione del congedo non si maturano ferie, TFR e tredicesima mensilità, elementi legati all’effettivo svolgimento del lavoro.

Congedo di 24 mesi per invalido lavoratore

Un lettore, proprio sulla possibilità di fruizione del congedo straordinario, scrive per chiedere:

Buongiorno, da 10 anni sono affetto da artrite psicoriasica, spoldolo artrite spoldolo artrosi e anche soggette a breve di protesi, sono un operaio tipografo del settore privato in forza nella stessa tipografia dal 1983  Ho una invalidità riconosciuta del 75% e sono titolare della legge 104 art. 3 comma 3 con situazione di gravità ed i benefici della mobilità auto. Volevo sapere se potevo chiedere il congedo straordinario retribuito con la legge 104 di due anni.  In attesa di un vostro gentile riscontro porgo distinti saluti

Come dicevo in apertura, il congedo straordinario è introdotto dalla legge 151 del 2001, una legge appositamente studiata per chi assiste un familiare con handicap grave. Purtroppo il lavoratore con invalidità non può in alcun modo fruire del congedo di 24 mesi per se stesso. 

Potrebbe fruirne se dovesse assistere a sua volta un familiare con grave disabilità in base alla legge 104, ma non per le sue esigenze personali.

L’invalido, in ogni caso, potrebbe fruire di un altro tipo di congedo, sempre di 2 anni e che offre sempre copertura con contribuzione figurativa ma che non prevede contribuzione: si tratta del congedo per gravi motivi familiari, fruibile sia per motivi legati alla famiglia che situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo.

Con esso il dipendente conserva il diritto al posto di lavoro e alla mansione svolta. Durante la fruizione, pur non essendo prevista un’indennità della retribuzione, il lavoratore non può svolgere altra attività lavorativa.

Per approfondire consiglio la lettura dell’articolo: Congedo per gravi motivi familiari, cos’è e chi può fruirne


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp
Per una risposta dei nostri esperti scrivi a consulenze@notizieora.it
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito, rispetto alle risposte già inserite in archivio.

Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.