Congedo per cure di 30 giorni, a chi spetta ogni anno?

Congedo per cure di 30 giorni l’anno per lavoratori invalidi: quando è possibile fruirne e come fare? Scopriamolo.

Sia i lavoratori del settore pubblico che quelli di quello privato, che abbiano un’invalidità civile di almeno il 51% possono fruire del cosiddetto congedo per cure, per sottoporsi a cicli di cure (come ad esempio cure oncologiche o anche cicli di fisioterapie), con l’esclusione delle cure termali regolate da altra normativa), per un periodo di 30 giorni l’anno.

Congedo per cure

Una lettrice chiede: Buongiorno, sono un’invalida al 75%,(malata oncologica) lavoro in una azienda privata da 30 anni,  posso usufruire dei 30 gg. di cure? devo andare a Milano per un controllo – (esami e visita oncologica) – aspetto con ansia una Vs risposta 

Il congedo per cure è previsto dalla legge 119 del 18 luglio 2011, all’articolo 7 e riconosce ai lavoratori mutilati ed invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa superiore al  50% la possibilità di fruire di 30 giorni l’anno di congedo retribuito per cure.

Il congedo non deve essere fruito obbligatoriamente tutto insieme ma può essere utilizzato anche in maniera frazionata per un massimo di 30 giorni l’anno.

Il congedo deve essere accordato dal datore di lavoro dietro esplicita domanda (scritta) del dipendente. Quando si presenta domanda di congedo per cure al datore di lavoro è bene sapere che deve essere accompagnata dalla richiesta del medico dalla quale risulti la necessità di svolgere il ciclo di cure per patologie connesse all’invalidità riconosciuta. In ogni caso andrà documentata anche l’effettiva effettuazione delle cure richieste dal medico e per le quali viene concesso il congedo in oggetto.

I 30 giorni di congedo, quindi, sono retribuiti dal datore di lavoro in base alla retribuzione spettante in caso di malattia. I 30 giorni, quindi, non sono indennizzati dall’INPS.

Per poter fruire del congedo per cure nel suo caso, quindi, dovrà per prima cosa farsi fare la richiesta dal medico curante o dallo specialista convenzionato, poi presentare domanda al datore di lavoro allegando anche copia della richiesta del medico che attesti che tale ciclo di cure è strettamente legato con la sua patologia invalidante. Infine, una volta effettuate le cure dovrà documentare al datore di lavoro che sono state effettivamente fruite.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.