Congedo per cure dipendenti pubblici e decurtazione dei 10 giorni per malattia

Congedo per cure per i dipendenti pubblici viene retribuito in base all’assenza per malattia e quindi subisce la decurtazione dei primi 10 giorni.

L’assenza per malattia dei dipendenti pubblici subisce una decurtazione dei primi dieci giorni sulla retribuzione. Abbiamo analizzato come influisce questa decurtazione su pensione e TFR; se la decurtazione viene operata anche su assenza per prestazioni specialistiche, terapie ed esami. In quest’articolo trattiamo il congedo per cure e il suo trattamento economico operato in base all’assenza per malattia.

Congedo per cure

Il congedo per cure è regolato dal D.lgs. 119 del 18 Luglio 201, e prevede che “i lavoratori mutilati e invalidi civili cui sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa superiore al cinquanta per cento possono fruire ogni anno, anche in maniera frazionata, di un congedo per cure per un periodo non superiore a trenta giorni” non computabile nel periodo di comporto per malattia individuato dal CCNL.

Per tutte le informazioni consigliamo di leggere: Congedo per cure retribuito legge 104, la documentazione specifica

Assenza congedo per cure e decurtazione dello stipendio

Il congedo per cure può essere richiesto una solo volta come unico evento di malattia, oppure in modo frazionato come più eventi di malattia. I giorni di assenza per congedo per cure sono retribuite come assenze per malattia e quindi subiscono la decurtazione dello stipendio dei primi dieci giorni di assenza. Se si decide di frazionare il congedo con più eventi di malattia, la decurtazione verrà operata ad ogni evento.  La circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica numero 8/2008 prevede che la decurtazione dello stipendio operano per ogni singolo evento di malattia anche se trattasi di un solo giorno.

L’Aran ha chiarito cosa si intende per unico evento di malattia: “L’evento morboso si considera unico sia nel caso in cui l’assenza sia attestata mediante un unico certificato, sia qualora essa sia attestata con più certificati che prorogano la prognosi originariamente formulata, senza la ripresa effettiva in servizio. L’evento morboso si considera, altresì, unico nel caso in cui l’assenza si protragga senza soluzione di continuità, pur se risulta essere stata originata da prognosi differenti”.

Interpello del Ministero del Lavoro e l’indennità riconosciuta 

Con un interpello numero 10/2013 il Ministero del Lavoro ha ribadito che l’indennità riconosciuta per il congedo per cure va calcolata secondo il regime economico delle assenze di malattia. Inoltre, nello stesso interpello Il Ministero del Lavoro sostiene che: “ai fini della corretta determinazione del trattamento economico corrispondente, appare possibile intendere la fruizione frazionata dei permessi come un solo episodio morboso di carattere continuativo, in quanto connesso alla medesima infermità invalidante riconosciuta”.

Questo principio non sembra applicabile ai dipendenti del pubblico impiego, ma è valido solo per le aziende private in quanto il principio che regola il congedo per cure è lo stesso regime economico che regola le assenze per malattia e afferisce esclusivamente al meccanismo del computo dell’indennità di malattia.

Malattia dipendenti pubblici: decurtazione 10 giorni anche per visite, esami, terapie e prestazioni


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Angelina Tortora

Proprietaria, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”