Congedo retribuito legge 151: chi è titolare del diritto?

Chi è titolare della fruizione del congedo straordinario retribuito e in quali casi l’ordine d priorità scala?

Il congedo straordinario retribuito permette al lavoratore dipendente che assiste un familiare con handicap in base alla legge 104, articolo 3, comma 3, di fruire di un congedo di un massimo di 2 anni nell’intera vita lavorativa mantenendo posto di lavoro e mansione svolta e ricevendo come indennità mensile un’importo pari all’ultima retribuzione calcolata sugli elementi fissi della buta paga.

Congedo straordinario, chi ne ha diritto?

Una nostra lettrice ci chiede:

Buongiorno, io assisto mia madre novantenne, convivente con mio padre di 83 anni affetto da malattia reumatica, portatore di protesi all’anca, artrosi e lesioni dei tendini della spalla che impediscono di sollevare pesi, affetto da  diabete ed ipercolesterolemia, a breve deve sottoporsi ad intervento per stenosi carotidea. Vorrei sapere chi deve certificare queste patologie perché io possa usufruire del congedo L. 151. Grazie dell’attenzione. 

Come abbiamo già scritto anche in precedenza, il congedo straordinario retribuito, regolato dalla legge 15/2001, può essere fruito solo dal titolare del diritto. Questa titolarità segue un ordine familiare inderogabile che scala solo per decesso, mancanza o patologie invalidanti. I familiari che possono fruire del diritto sono, nell’ordine: 

  1. il coniuge convivente
  2. il padre o la madre anche non convivente
  3. uno dei figli conviventi della persona
  4. uno dei fratelli o sorelle conviventi della persona disabile
  5. un parente/affine entro il terzo grado convivente della persona disabile

Nel suo caso, quindi, titolare del diritto è suo padre. L’ordine scala il suo favore (se convivente con la disabile, in ogni caso) solo nel caso che a suo padre vengano diagnosticate le patologie invalidanti seguenti:

1)      patologie che portano ad una perdita dell’autonomia personale (comprese le patologie derivanti da aggezioni congenite , reumatiche o neoplastiche, dismetaboliche, neurologiche, post traumatiche, neuromuscolare ecc…);

2)       patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;

3)      patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;

4)      patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva aventi le caratteristiche di cui ai precedenti numeri 1, 2, e 3 o per le quali il programma terapeutico e riabilitativo.

Non basta, quindi, un certificato che attesti che sua madre non possa prendersi cura di suo padre per la legge 151, ma è necessario che le venga certificata una delle patologie sopra descritte.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.