Congedo straordinario con legge 104 retribuito: il domicilio con il familiare è sufficiente?

Congedo straordinario biennale retribuito per il familiare con handicap grave, è sufficiente il domicilio per il periodo da fruire?

Congedo straordinario legge 151 per assistere il familiare con handicap grave con legge 104, ci si chiede se il domicilio con il richiedente è sufficiente per la fruizione. Analizziamo cosa prevede la normativa, rispondendo ad una nostra lettrice: Buonasera, sono molto confusa spero mi aiutate a capire. Adesso vi spiego: ho fatto la domanda di Congedo straordinario per assistere mio padre disabile. Ho chiesto quattro mesi. Ora la mia confusione consiste nel fatto che non riesco a capire cosa devo fare per il domicilio. Mio padre abita a 50 metri di distanza da dove ho la residenza io,  sia la mia casa che quella in cui vive mio padre sono intestate a me però con un numero civico diverso lui 15 e io 14. Posso chiedere il mio cambio di domicilio per quattro mesi? E poi in seguito  finiti i quattro mesi se ancora avrà bisogno di assistenza dovrò rifare la stessa cosa?  Trascorsi i quattro mesi il mio domicilio decade automaticamente?  Mi è rimasto poco tempo dato a ricorrere dal primo novembre dovrei usufruire del Congedo straordinario. Vi sarei molto riconoscente se mi spiegate il tutto in modo celere. Infinitamente grazie spero in una vostra risposta. 

Congedo straordinario e requisito di convivenza

La normativa precisa che il requisito di convivenza richiesto per il congedo straordinario legge 151 per assistere il familiare con handicap grave, si intende soddisfatto anche quando risulta la concomitanza della residenza anagrafica e della convivenza, ossia della coabitazione.

Per provare questo requisito bisogna allegare alla domanda dichiarazione  sostitutiva ai sensi del D.P.R. 445/20000 artt. 46 e 47. È possibile scaricare qui il modulo: Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio, scarica il modulo (pdf)

A chiarire questo concetto è intervenuto anche il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con Lettera circolare n. 3884/ 2010, che precisa: “la residenza nel medesimo stabile, sia pure in interni diversi, non pregiudica in alcun modo l’effettività e la continuità dell’assistenza al genitore disabile”. Specificatamente il concetto di “convivenza” viene ampliato in base alle situazioni in cui, sia il disabile che il familiare che presta assistenza, e hanno la residenza nello stesso Comune, allo stesso indirizzo: stesso numero civico anche se in appartamenti diversi.

Tale orientamento è stato recepito anche dall’INPS con il messaggio numero 6512 del 4 marzo 2010.

Inoltre, il requisito di convivenza si intende soddisfatto anche con la dimora temporanea, risultante dallo schedario della popolazione temporanea del Comune, ai sensi dell’art. 32 del D.P.R. 223/1989. In questo caso, il requisito della “convivenza” sarà accertato d’ufficio previa indicazione da parte dell’interessato. Ricordiamo che la dimora temporanea in questo caso deve essere chiesta precedentemente.

Documenti da inoltrare all’Inps al momento della domanda

La cosa che deve fare è spostare la residenza sua o di suo padre, dovete risultare conviventi. Come sopra specificato nel caso di coabitazione la normativa precisa “stesso numero civico”, nel sul caso avete due numeri civici diversi; potrebbe chiedere all’Inps se può presentare atto notorio di coabitazione esponendo il suo caso, per evitare che le respingano la pratica. La cosa che mi lascia in dubbio, quando ha presentato domanda quale documento ha allegato,  perché bisognava dimostrare la convivenza con una dichiarazione di atto notorio, nel suo caso se l’Inps ritenesse valida la coabitazione, potrebbe anche essere considerata valida e quindi non dovrebbe spostare niente.

Ricordiamo che all’atto della domanda del congedo straordinario per l’assistenza del familiare con handicap grave, vanno dichiarati i dati anagrafici dei richiedenti e i seguenti documenti:

  • dati anagrafici del richiedente;
  • dati anagrafici del familiare disabile d’assistere in situazione di gravità;
  • rapporto di lavoro in corso alla presentazione della domanda;
  • specificare che il familiare non è ricoverato tempo pieno;
  • convivenza con il disabile in situazione di gravità (art. 3 comma 3);
  • verbale legge 104 art. 3 comma 3.

Quindi, le consiglio di rivolgersi al patronato presso cui ha presentato la pratica e capire cosa ha dichiarato al momento della domanda. Se ha fatto direttamente lei tramite il portale Inps con il Pin dispositivo, le consiglio di informarsi direttamente all’Inps, per evitare che la pratica le venga rifiutata.

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Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”