Congedo straordinario legge 104, diritto di priorità e patologia invalidante

Lo scorrimento dell’ordine di priorità per fruire del congedo straordinario retribuito scatta solo per mancanza, decesso o patologie invalidanti.

Come abbiamo detto diverse volte il congedo straordinario retribuito per assistere parenti con grave disabilità in base alla legge 104, articolo 3, comma 3, viene concesso in base ad un ordine di priorità familiare scalabile solo per mancanza, decesso o patologia invalidante. Non sempre è facile capire, però, cosa si intenda per patologia invalidante e quali sono i requisiti per scalare il diritto di priorità, cerchiamo di capirlo.

Congedo straordinario e patologia invalidante

Una nostra lettrice ci chiede:

Buona sera io usufruisco dei 3 giorni per assistere mio padre volendo richiedere il congedo straordinario di 2 anni tra  le condizioni che bisogna avere c’è  quello di malattie invalidanti” mia madre ha un certificato fatto da uno specialista puo essere sufficiente?

Quando lo scorrimento dell’ordine di priorità familiare per la fruizione del congedo straordinario può passare al titolato successivo se il precedente non è mancante ed è ancroa in vita? A precisarlo è il Ministero del lavoro che ribadisce che riporta al articolo 2, comma 1, lettera d del DM 278 del 2000 in cui sono individuate le patologie invalidanti, che devono essere comprovate da documentazione medica, che permettono lo scorrimento dell’ordine di priorità.

Si può, pertanto, affermare che la legge consente l’ampliamento della platea dei familiari legittimati a fruire del congedo di cui all’art. 42, comma 5, solo in presenza di una delle situazioni individuate dal medesimo decreto, comprovate da idonea documentazione medica. Ciò in quanto si ritiene che i soggetti affetti da tali patologie non siano in grado di prestare un’adeguata assistenza alla persona in condizioni di handicap grave.

Patologie invalidanti, ecco quali sono

Le patologie invalidante individuate dal decreto sono:

1)      patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, posttraumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche;

2)       patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;

3)      patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;

4)      patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva aventi le caratteristiche di cui ai precedenti numeri 1, 2, e 3 o per le quali il programma terapeutico e riabilitativo.

Pertanto, un certificato specialistico non può attestare che sua madre, titolare del diritto di fruizione del congedo straordinario retribuito, sia affetta da patologie invalidante e, pertanto, lei non può godere del beneficio.

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Patrizia Del Pidio

Sono attualmente direttrice responsabile della testata online Investireoggi.it e collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it.Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.