Congedo straordinario legge 104: quali patologie invalidanti impediscono la fruizione?

In quale caso il congedo straordinario retribuito può passare dalla madre alla figlia per l’assistenza del padre?

Il congedo straordinario retribuito regolato dalla legge 151 del 2001 permette, al lavoratore che si prende cura del parente con grave disabilità in base alla legge 104, articolo 3, comma 3 di assentarsi dal lavoro per 2 anni (anche non consecutivi) percependo un’indennità pari all’ultima retribuzione base prima dl congedo stesso.

Congedo straordinario retribuito

Una lettrice si scrive

Salve

Sono una docente di scuola primaria. Ho mio padre 85enne invalido al 100% ma senza accompagnamento, mi hanno riconosciuto legge 104 art.3 com.3 fruisco già dei 3 giorni di permesso. Mia madre 81enne non è invalida ma non riesce  più a prendersi cura di mio padre. sia per problemi alla schiena e alle ginocchia stoffe anche di crisi depressive..Sto valutando di richiedere congedo biennale per poterli assistere ma quale certificato devo richiedere al mio medico curante?
Quali sono le patologie sono riconosciute a mia madre?
Una volta ottenuto un certificato attestante l’impossibilità x mia madre di prendersi cura nella quorltidianità di mio padre posso richiedere il congedo straordinario?
Cosa devo fare?
Posso usufruire di periodi….in estate sono a casa non mi servirebbe….
Grazie
 
Il diritto alla fruizione del congedo straordinario retribuito spetta in base all’ordine di priorità stabilito e nel caso descritto la titolare del congedo è sua madre, indipendentemente dall’età. L’unico modo per fruirne lei è che a sua madre venga riconosciuta portatrice di una delle patologie invalidanti che fanno in modo che l’ordine di priorità scorra.

Le patologie invalidante individuate dal decreto sono:

1)      patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, posttraumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche;

2)       patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;

3)      patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;

4)      patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva aventi le caratteristiche di cui ai precedenti numeri 1, 2, e 3 o per le quali il programma terapeutico e riabilitativo.

Non basta, quindi, un certificato che attesti che sua madre non possa prendersi cura di suo padre per la legge 151, ma è necessario che le venga certificata una delle patologie sopra descritte.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.