Congedo straordinario retribuito legge 151: diritto di priorità tra parenti e affini

Quando è possibile per un affine di terzo grado poter fruire del congedo straordinario retribuito regolato dalla legge 151?

Come abbiamo più volte detto per fruire del congedo straordinario retribuito regolato dalla legge 151 occorre rispettare il diritto di priorità familiare che scala solo per decesso, mancanza o patologia invalidante del parente avente diritto. Vediamo nel caso che ci sottopone il nostro lettore perchè il congedo è stato rifiutato.
 
Il nostro lettore ci scrive:
Buongiorno. Sono un parente di terzo grado affine e usufruisco già dei permessi della legge 104. Ho fatto domanda online tramite patronato per usufruire della legge 151 e avere un congedo straordinario frazionato o intero ma la domanda mi è stata rifiutata.
 
Secondo l’impiegata INPS la priorità spetterebbe prima a mia moglie in quanto lei sarebbe parente di terzo grado quindi prima di me. Lei non lavora da dipendente quindi non può prendersi il congedo straordinario.
 
Tuttavia il sito dell’ Inps cita così: il congedo spetterebbe a un parente o affine di terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli/sorelle conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti. 
 
Mentre compilavo la domanda on line non si e’ fatto nessun riferimento alla precedenza del parente di terzo grado rispetto all’affine. Piuttosto si usa spesso la lettera “o” come congiunzione nel senso o uno o l’altro.
 
Le chiedo gentilmente se mi può aiutare a capire come stanno realmente le cose. E se vale la pena tentare la via del ricorso.
La ringrazio per l’attenzione
 

Congedo straordinario retribuito e diritto

Il sito dell’INPS riporta la frase “un parente o affine di terzo grado” per specificare il fatto che i parenti e gli affini di terzo grado possono chiedere il congedo straordinario solo nel caso che tutti i parenti aventi diritto siano mancanti, deceduti o affetti da patologia invalidante. Nella sostanza parenti e affini fino al terzo grado possono fruire dei congedi sono se gli altri parenti più prossimi (figli, genitori, fratelli) o il coniuge sono mancanti, deceduti o anch’essi invalidi.

Poco importa, comunque, al fine dell’ottenimento del congedo straordinario legge 151, se l’avente diritto non può avvalersi del congedo straordinario retribuito (a volta l’avente diritto è addirittura pensionato). Quello che non comprendo, però è la differenza che si fa tra parente di terzo grado ed affine di terzo grado.

Ad introdurre la possibilità di fruizione del congedo straordinario da parte di parenti o affini entro il terzo grado è la sentenza della Corte Costituzionale numero 203 del 3 luglio 2013 nella quale non si specifica, però, l’ordine di priorità tra parente di terzo grado e affine di terzo grado ponendo sullo stesso livello dell’ordine di priorità sia il parente di terzo grado che l’affine di terzo grado.

A mio avviso, quindi, dovrebbe presentare un ricorso all’INPS allegando la sopra citata sentenza che specifica che il congedo, in mancanza, decesso o invalidità di tutti gli aventi diritto, può essere fruito anche dal parente o affine entro il terzo grado (può citare anche l’articolo dal 74 al 78 del Codice Civile) che sia convivente con il soggetto disabile.

Per ricapitolare: 

Parentela di terzo grado:

bisnonno o bisnonna
pronipote
(figlia o figlio del nipote)
nipote
(figlia o figlio del fratello o della sorella)
zio e zia
(fratello o sorella del padre o della madre)

Affinità di terzo grado:

bisnonno o bisnonna del coniuge
pronipote
(figlio del nipote del coniuge)
nipote
(figlio del cognato o della cognata)
zio o zia del coniuge

 


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