Contanti: come prelevare senza destare sospetti nel Fisco

Prelevare dei contanti dal conto corrente senza indurre il Fisco a eseguire l’accertamento, per illecito. I contanti sono diventati un problema?

Quanti contanti si possono prelevare dal conto corrente? I soldi contanti sono diventati un problema? Quanti movimenti di prelievo si possono fare senza destare sospetti nel Fisco? Queste sono solo alcune delle domande più frequenti, a cui cercheremo di dare una risposta semplice, ma concreta. Iniziamo nel chiarire che l’accertamento fiscale non scatta nel momento del prelievo, ma che la banca trasmette i dati bancari di tutti i clienti all’Unità di Informazione Finanziaria. L’Agenzia delle Entrate non apposta i clienti fuori all’istituto di credito per sapere quale movimentazione hanno eseguito, ma analizzare da cima a fondo tutti i movimenti del conto corrente, ossia prelievi, versamenti e bonifici, e non solo.

Il Fisco può misurare tutto quello che transita sul conto corrente. Come? Tutte le operazioni di movimentazione del conto corrente finiscono nell’archivio dei rapporti finanziari e, l’Agenzia delle Entrate può eseguire una consultazione liberamente. Ma, è anche vero che il prelievo non è la molla che porta all’accertamento. Ma nello stesso tempo, ci si chiede in che modo si può scagionare un prelievo finito sotto accusa?

Contanti: quale limite bisogna rispettare nel prelievo?

Per i clienti privati, non è necessario dover fornire una prova che “scaglioni” il prelievo di denaro in contanti. Questo significa che il prelievo non rappresenta motivo di controllo o sanzioni. Tuttavia, l’istituto di credito al fine di rispettare la normativa antiriciclaggio, per un prelievo superiore ai 10.000 euro (unico o suddiviso in tranche) deve comunicare la movimentazione del conto corrente all’UIF (Unità di Informazione Finanziaria). Solo nei casi gravi, dove si evidenzia una forte irregolarità la Uif trasmette il fascicolo alla Procura della Repubblica per il completamento delle indagini.

Discorso diverso avviene per gli imprenditori, che devono provvedere a giustificare i prelievi in denaro, poiché l’attività commerciale è subordinata alla tenuta di una contabilità divisa tra le spese personale e quelle aziendali.

Prelievo in contanti: la tracciabilità dei pagamenti

Con la nuova normativa antiriciclaggio è necessario rispettare la soglia di denaro prevista per i pagamenti o movimenti di soldi che non superino il limite di 1.999,99. Oltre tale soglia il movimento deve essere riconducibile a uno strumento tracciabile (bonifici, carte o bancomat, assegni ecc.). Dal 1° gennaio 2022 il limite si posiziona su 999,99.

È importante rammentare che per “scagionare” un movimento è necessario fornire una giustifica con prova che sia certa e documentale (fattura, scontrino, ecc.).


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein