Contanti: cosa cambia nel 2018, soglia massima e limiti. Tutte le novità

Il limite dell’uso contanti nel 2018 è di 3.000 euro in base alla nuova normativa antiriciclaggio, 1.000 euro per money trasfer e assegni, quando è obbligatoria la tracciabilità. Con il limite al l’uso contanti si cerca di far fronte all’evasione fiscale, ma non solo anche al riciclaggio di denaro sporco, lo spaccio, il terrorismo e […]

Il limite dell’uso contanti nel 2018 è di 3.000 euro in base alla nuova normativa antiriciclaggio, 1.000 euro per money trasfer e assegni, quando è obbligatoria la tracciabilità.

Con il limite al l’uso contanti si cerca di far fronte all’evasione fiscale, ma non solo anche al riciclaggio di denaro sporco, lo spaccio, il terrorismo e al commercio delle armi. Quindi lo scopo è quello di cercare di limitare il più possibile l’uso del contanti per far in modo di tracciare anche le transazioni illecite.

Facciamo un po’ di chiarezza su quali sono i limiti all’uso contanti previsti dall’attuale disciplina, riformata con la recente legge di Stabilità del 2016.

Limiti all’uso dei contanti: ecco gli importi

Il limite dell’uso del denaro è di importo pari o superiore a 3.000 euro. Quindi non è possibile effettuare pagamenti con denaro contante o libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera per quest’importi.

Non è possibile neanche frazionare la cifra in più importi minori, ad esempio non è possibile pagare 3.000 euro in tre rate da 1.000. Si rilevano operazioni commesse tra soggetti diversi a qualsiasi titolo, mentre è lecito i versamenti o i prelievi dal proprio conto corrente perché non c’è un passaggio tra soggetti diversi.

Il pagamento a rate è possibile?

Il pagamento fraziona to in rate può avvenire, ma solo rispettando alcune regole. Quindi per effettuare una rateizzazione è necessario che:

  • Il pagamento a rate sia inerente al contratto, ad esempio è lecito pagare una prestazione dentistica in base ai singoli interventi oppure pagare un appaltatore in base a stati di avanzamento. Ma teniamo sempre in chiaro che le singole rate non devono mai superare i 3.000 euro;
  • Per ogni rata pagata va conservata la disposizione scritta dei contraenti circa la corresponsione e l’accettazione del versamento.

Senza l’accordo espresso e scritto tra le parti non è possibile pagare l’importo in più rate.

Come trasferire importi in contanti al di sopra dei 3.000 euro

Il trasferimento di un importo pari o superiore di 3.000 euro in contanti può avvenire solo tramite banche, Poste Italiane SpA, istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento. Il debitore dà l’incarico per iscritto all’intermediario, il quale consegna alla parte creditrice il denaro contante. L’intermediario ha il compito di rilevare l’operazione, identificare i soggetti interessati e infine comunicare i dati all’Anagrafe finanziaria dei rapporti presso l’Agenzia delle Entrate.

limite uso contanti

Ecco gli importi limite per assegni e libretti

Il limite dell’uso contanti investe anche gli importi degli assegni bancari e postali, circolari, vaglia cambiari e postali. Il divieto riguarda in particolare:

  • Gli assegni bancari e postali con importi pari o superiori a 1.000,00 euro devono indicare il nome o la ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità;
  • Gli assegni circolari, i vaglia cambiari e postali possono essere richiesti, per iscritto, dal cliente senza clausola di non trasferibilità per un importo inferiore a 1.000,00 euro, ma devono arrecare la clausola di non trasferibilità per importi maggiori;
  • Il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore non può essere pari o superiore a 1.000,00 euro;
  • Per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta svolta dai soggetti iscritti nel registro dei cosiddetti cambiavalute, il limite al trasferimento del denaro contante è di 2.999,99 euro (ovvero non è possibile per importi pari o superiori a 3.000,00 euro).

I professionisti hanno l’obbligo di denunciare

Ai professionisti è vietato incassare contanti in un’unica soluzione, per le parcelle di importo pari o superiore di 3.000 euro. Inoltre ci sono professionisti che sono tenuti agli adempimenti antiriciclaggio, infatti sono obbligati a denunciare alle competenti Ragionerie territoriali dello stato le infrazioni alla violazioni dei limiti di utilizzo del denaro contante, quando ne vengono a conoscenza tramite la propria attività, altrimenti incorrono in sanzione amministrative pecuniaria del 3% al 30% dell’importo dell’operazione, con un minimo di 3.000 euro.

Quali sono le sanzioni in cui si incorre?

Le sanzioni in caso di violazione del limite all’utilizzo dei contanti sono state recentemente riformate dal D.Lgs. 90/2017, esse sono:

  • Per pagamenti in contanti fino a 250.000 euro, i contraenti possono essere sanzionati per un importo che va da 3.000 euro a 50.000 euro, mentre i professionisti che non denunciano vengono sanzionati con un importo che va da 3.000 euro a 15.000 euro;
  • Per pagamenti oltre i 250.000 euro, i contraenti possono essere sanzionati per un importo che va da 15.000 euro a 250.000 euro, mentre i professionisti che non denunciano vengono sanzionati con un importo che va da 3.000 euro a 15.000 euro.

Le sansione vengono commisurate in base all’effettivo importo di violazione commessa.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.