Contanti e conti corrente: ecco i controlli del Fisco sugli spostamenti

Controlli sui conti corrente e sui prelievi in contante: ecco cosa prenderà in esame il Fisco.

Il Fisco ha dichiarato, ormai, guerra al non dichiarato e ai contribuenti che con spostamenti e prelievi cercano di evadere i pagamenti. Dal 1 settembre 2019 banche e uffici Postali sono tenuti a comunicare gli spostamenti di denaro dei contribuenti e se fino a tale data le informazioni erano a cadenza quadrimestrale, a partire da settembre le segnalazioni hanno cadenza mensile.

Controlli del Fisco sui contanti e sui conti

A partire dal mese di ottobre, quindi, banche e poste sono tenute a segnalare spostamenti di somme pari o superiori ai mille euro che, però, saranno oggetto di segnalazione all’Unità Informazione Finanziaria della Banca d’Italia solo se nel complesso supereranno il limite dei 10mila euro.

Il Fisco vuol limitare, in Italia, il massiccio uso dei contanti e questo si era già capito con l’obbligo della tracciabilità dei pagamenti per poter fruire delle detrazioni fiscali.

Il ricorso al pagamento in contanti, se da un lato può destare sospetti perchè potrebbe nascondere il riciclaggio del denaro. Le regioni che maggiormente utilizzano i pagamenti in contanti sono Sicilia, Campania, Puglia, Veneto e Calabria.

Controlli sui conti corrente

A partire dal 1 aprile 2020 i controlli del Fisco scatteranno sui conti corrente per cercare di scoprire movimenti di denaro considerati strani e anormali. I contribuenti non saranno tenuti a giustificare il prelievo dei contanti ma saranno soggetti a verifiche per quel che riguarda versamenti e bonifici. Per quel che riguarda, invece, i titolari di impresa i controlli potranno riguardare sia bonifici che prelievi superiori ai 1000 euro giornalieri e i 5mila euro mensili.

Come sceglierà il Fisco quali conti corrente controllare? I controlli non saranno generalizzati ma riguarderanno soltanto i bonifici che non figurano nella dichiarazione dei redditi del contribuente per evitare l’evasione fiscale (il bonifico non riportato in dichiarazione, infatti, già rappresenta evasione fiscale.

Gli accertamenti, quindi, riguarderanno gli importi non riportati sulla dichiarazione dei redditi per autorizzare la tassazione sugli stessi.

Per chi, quindi, percepisce uno stipendio e lo dichiara normalmente nel 730 i controlli non dovrebbero esserci anche se ci sono prelievi in contanti massicci (sempre nel limite del reddito ovviamente). I problemi scattano soltanto quando ci sono giri di denaro anomali.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.