Contanti in banca o tenuti sotto il materasso di quanto si svalutano

I contanti depositati in banca o lasciato sotto il materasso perdono potere di acquisto a causa dell’inflazione e non solo

I risparmiatori pensano che avere i contanti sul conto corrente o al massimo, come si suole dire, sotto al materasso sia una cosa sicura, ma in realtà non lo è. Infatti i soldi sul conto corrente o nascosti in casa subiscono due fenomeni negativi: l’inflazione e i costi di gestione dei conti correnti.

Conti correnti: i contanti depositati si svalutano

Le somme che le aziende e le famiglie posseggono in contati o su conti depositi liquidi, si aggirano intorno a 1.400 miliardi di euro, una somma consistente che è aumentata negli anni nonostante si sono diffusi molti strumenti di investimento alternativi per gestire i risparmi.

Le cifre registrate ferme sui conti depositi e conti correnti sono quelle più alte negli ultimi 20 anni, questo fa capire che gli italiani hanno paura a investire soli o a spendere soldi e che non investono i loro risparmi in strumenti che sono in grado di proteggere il capitale e di farlo rendere.

L’inflazione è il nemico numero uno dei soldi, essa svaluta il valore di acquisto facendolo dimezzare in un arco di 20 anni, infatti chi ha i soldi in casa per 1.000 euro dopo 20 anni valgono poco più di 588 euro. Ciò significa che con quello che si poteva comprare 20 anni fa con 1.000 euro oggi ne compri la metà. Nel caso si son tenuti fermi per 10 anni il loro valore oggi è di 875 euro, mentre per 5 anni il potere di acquisto è di 967 euro. Quindi certamente non conviene tenere soldi in questo modo.

Conto corrente: i tassi negativi svalutano i contanti

Per chi invece ha lasciato i propri risparmi sul conto corrente, certamente non ne ha guadagnato molto, anzi forse è andato anche peggio. Infatti, negli ultimi anni i tassi di interesse a credito si sono praticamente azzerati. Sono ormai lontano i tempi quando i soldi depositati in conto corrente percepivano una rendita, anche se piccola aiutavano a mantenere intatto il capitale e forse lo aumentava anche un po’. Attualmente le banche praticano un tasso di interesse nei confronti dei clienti dello 0,37% sui conti depositi liberi, mentre per i conti depositi vincolati, cioè per quei depositi che per un certo periodo non puoi ritirare il capitale perché vincolato, rendono un tasso medio di poco più alto. Sui conti correnti, attualmente il tasso medio è appena lo 0,04%, vicinissimo allo zero.

In questo ultimo periodo si è parlato moto della tendenza delle banche ad applicare addirittura tassi negativi, cioè sarà il correntista a pagare la banca per mantenere i soldi sul conto corrente. Ciò è stato anche annunciato dall’amministratore delegato di Unicredit per i depositi maggiori di un milione di euro.

Le spese di gestione

In più, ai tassi negativi si deve anche considerare le spese di gestione dei conti correnti e deposito che nel 2018 sono stati di 87 euro per conto. Quindi possiamo dedurre da tutto ciò che è sconsigliato tenere i soldi sotto al materasso e sul conto corrente, al di fuori di quei soldi che servono per le spese giornaliere e per gli imprevisti, ma bisogna impiegare i propri capitali in modo che siano al sicuro e che rendono.

Gli investimenti a medio lungo termine

Un investimento che rende, almeno da ciò che ci insegna la storia, è quello azionario. Bisogna però avere la disponibilità di vincolare il proprio capitale per un periodo medio lungo, di almeno 10 anni. Dalle ricerche fatte è risultato che investendo un capitale di 1.000 euro negli indici delle Borse mondiali oggi il capitale risultante sarebbe di 2.154 euro, negli ultimi 10 anni ancora di più 2.241 euro. Questo può far intendere che nonostante i crolli, le oscillazioni intermedie vengono ammortizzati ma in un tempo lungo di decenni. Il capitale sarebbe stato protetto anche con investimenti nel mercato obbligazionario e avrebbe avuto anche una crescita di valore. Con un investimento di 1.000 euro dopo 20 anni si avrebbe un capitale di 2.127 euro mentre negli ultimi 10 anni sarebbero diventati 1.156.

Bisogna però mettere in chiaro che i rendimenti del passano non è detto che si avranno in futuro.  Ma bisogna comunque entrare in gioco e provare a investire per aumentare il capitale, sicuramente manca il fattore rischio e prevale invece la decisione di mantenere passivamente i soldi fermi in conto corrente o deposito, dove non c’è il rischio di perdita, ma la certezza.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.