Conti corrente: controlli a tappeto per chi presenta l’ISEE

Dal primo gennaio scattano i controlli sui conti correnti di chi presenta richiesta per Isee.

I controlli sui conti corrente sono partiti dal 1 gennaio, in sordina, nei confronti di chi ha presentato  richiesta di Isee per accede a qualche prestazione autodichiarando il proprio patrimonio. Proprio la richiesta dell’Isee fa scattare i controlli sui conti corrente su giacenze e saldo degli stessi.

Controlli conto corrente

I controlli saranno effettuati incrociando i dai con quelli dell’Anagrafe finanziaria dell’Agenzia delle Entrate (controlli molto più ampi di quelli eseguiti nel 2019 visto che il controllo si limitava ad incrociare i dati con quelli presenti in archivio). Dal 1 gennaio i controlli riguarderanno anche le cifre.

La richiesta di Isee, che permette l’accesso a moltissime prestazioni come bonus bebè, reddito di cittadinanza, mense scolastiche gratuite, riduzione delle tasse universitarie ecc…, è presentata da milioni di italiani e, quindi, anche il controllo sui conti corrente sarà effettuato su milioni di documentazioni.

In caso di difformità tra i dati posseduti dall’amministrazione e quelli presentati dal cittadino, sarà necessario fornire una nuova documentazione bancaria.

La novità è legata anche alla nuova modalità di compilazione dell’Isee che permette anche la compilazione precompilata grazie alle informazioni caricate automaticamente dall’Agenzia delle Entrate e dall’Inps. In caso le informazioni presenti risultino incomplete o errate l’interessato potrà aggiornarle o modificarle.

L’INPS a tal proposito ha comunicato che sia per le DSU precompilate che per quelle non precompilate scatteranno controlli del patrimonio mobiliare (giacenze conti corrente, libretti di risparmio ecc…)sulla giacenza e il saldo. Il controllo, precisa l’INPs, riguarderà soltanto i rapporti finanziari in essere.

Se dal controllo risultassero dati non coerenti co quelli dichiarati, le anomalie verrebbero annotate sull’Isee.

Al segnalamento di un anomalia che facesse superare la franchigia o superasse di 5mila i dati dichiarati il richiedente potrebbe agire in 3 modi:

  • dimostrare, inviando l’Isee la correttezza della situazione con la documentazione del caso
  • presentare una nuova DSU con i dati corretti
  • se l’anomalia dipende da un errore del CAF chiedere a quest’ultimo la terrifica dell’isee.

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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.