Conto corrente: a settembre parte l’evasometro per scovare i furbetti

Da settembre al via all’evasometro con controlli incrociati tra i dati dei conti correnti e i redditi dichiarati per scovare gli evasori

Inizia da settembre il controllo sperimentale incrociato sui conti correnti di persone fisiche con l’evasometro. Il controllo si baserà sui saldi iniziali e finali di ogni anno incrociandoli con i dati delle dichiarazioni dati. Sotto la lente di ingrandimento prima i contribuenti che non prelevano soldi dal conto corrente.

Conti Correnti: entra in vigore dell’evasometro

Lo strumento già usato dall’Agenzia dell’Entrate per stanare gli evasori tra le aziende ora viene applicato anche nei confronti delle persone fisiche in modo sperimentale.

L’evasometro è già entrato in vigore nel mese di agosto con poche verifiche, nel fra tempo, e si affianca al redditometro, che è stato sospeso dal Decreto dignità, ma in vigore per i soli anni indietro fino al 2015, per individuare gli evasori. Bisogna dire che l’evasometro è uno strumento introdotto dal governo Monti nel 2012 con il nome di “risparmiometro”, ma per renderlo operativo ci sono voluti sette anni. Lo Stato prevede di recuperare tramite questo strumento, e l’introduzione della fattura elettronica e dello scontrino elettronico all’incirca tra i 10 e i 15 miliardi.

Evasometro: come funziona

L’evasometro funziona in basa ad un algoritmo che incrocia i movimenti bancari dei contribuenti con i redditi comunicati al fisco. Questo strumento è in grado di individuare gli evasori in maniera selettiva e con margini di errore modesti. Per effettuare i controlli si fa riferimento a un database in cui sono incluse tutte le comunicazioni bancarie e altri dati utili che possono così essere incrociati con i 730 dei contribuenti in più anche i nomi di chi è ritenuto a rischio evasione. Nel caso in cui si evidenziano spese eccessive rispetto a quanto dichiarato, scattano verifiche ulteriori da parte della Guardia di Finanza. Spetta poi al contribuente spiegare le presunte anomalie, rilevate dall’evasometro, fornendo la documentazione necessaria cioè tutti i dati e le notizie riguardanti l’accertamento nonché avviare il procedimento per adesione.

Cosa si rischia

Ciò che si tiene conto per considerare e valutare il rischio evasione, tramite l’evasometro, è:

  • le giacenze medie sul conto corrente;
  • i flussi mensili in entrata e uscita;
  • i saldi iniziali e i saldi finali dell’anno.

Se l’algoritmo rileverà scostamenti significativi e non giustificabili rispetto alla dichiarazione dei redditi, scatteranno le verifiche. Il contribuente dovrà fornire le prove documentali per giustificare eventuali anomalie.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.