Conto corrente: chi non paga le tasse rischia il pignoramento

Pignoramento diretto sul conto corrente per chi non paga le tasse Imu,Tasi e Tari. Il piano anti evasione previsto dalla Legge di Bilancio 2020.

Per l’evasore un vassoio di pasticcini amari, il Comune può operare un pignoramento attingendo direttamente dal conto corrente. Si tratterebbe di un recupero in forma sprint programmato dall’Amministrazione comunale per il contribuente che non ottempera il pagamento delle tasse, e non solo, anche il fermo amministrativo e l’ipoteca hanno acquistato una maggiore rapidità d’esecuzione. Eh si! Il Comune può avviare un prelievo forzoso dal conto corrente senza dover richiedere e ottenere l’autorizzazione del Giudice.

Così, nella pacchetto anti-evasione presente nella Legge di Bilancio 2020 sono stati introdotti i provvedimenti che debellano l’evasore fiscale, che in caso d’insolvenza vede svanire i soldi dal conto corrente, per l’effetto del prelievo forzoso. Si tratta, di provvedimenti che si innescano al fine di scoraggiare il contribuente che omette il pagamento delle tasse, come appunto Imu, Tasi, Tari e così via.

Conto corrente: il pignoramento per omesso pagamento delle tasse

Nella Legge di Bilancio 2020 è presente il pacchetto di riforma diretta al cambiamento della riscossione delle imposte locali. Una riforma pensata per agevolare la riscossione delle tasse evase. Infatti, il Comune avvalendosi del piano anti evasione può operare un pignoramento diretto dal conto corrente del contribuente che non ha regolarizzato la sua posizione, dopo l’avviso di accertamento e l’atto d’intimazione.

In pratica, il Comune invia al contribuente l’avviso di accertamento per le tasse che risultano omesse, quindi, per le quali non risulti il pagamento. Dopo 60 giorni dalla notifica dell’atto senza la regolarizzazione del pagamento, oppure, in assenza di ricorso. L’atto acquista valenza esecutiva e il Comune può procedere con l’espropriazione forzata. Ma, prima di procedere con il pignoramento in Comune deve inoltrare al contribuente un ulteriore sollecito di pagamento (debiti 10.000 euro). In sostanza, si applica una procedura simile a quella dei debiti fiscali che prevede il pignoramento del conto corrente, fermo amministrativo e così via.

Come si può evitare il pignoramento del conto corrente?

Il contribuente dovrà regolarizzare la posizione debitoria. Può procedere con il pagamento dell’importo contestato in una sola rata, ossia in un’unica fetta. Oppure, può optare per la rateizzazione del debito suddiviso da 4 fino a un massimo di 72 rate. Il tutto varia in virtù dell’ammontare del debito sollecitato.

 


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein