Conto corrente cointestato: si può incassare un assegno dopo la morte di un intestatario?

Conto corrente cointestato e incasso di assegni emessi prima della morte di un cointestatario, la banca si può opporre? Scopriamolo.

Il conte corrente cointestato, ha molti vincoli, ci è stata posta una domanda specifica: Un conto corrente cointestato tra marito e moglie, in comunione di beni, se la moglie rilascia degli assegni ai due figli, il marito è informato e accetta di comune accordo l’emissione degli assegni. Se la moglie muore, i figli possono incassare successivamente alla morte gli assegni? 

Analizziamo il caso specifico spolverando la normativa attualmente in vigore. 

Conto corrente: la legge assegni

È un caso molto particolare e la risposta la troviamo nella cosiddetta ‘legge assegni’, nel decreto legge numero 1736 del 21 dicembre 1993 all’articolo 36, prevede che: “la morte del traente e la sua incapacità sopravvenuta dopo l’emissione lasciano inalterati gli effetti dell’assegno bancario”.

Questo significa che, come nel caso menzionato, l’assegno viene emesso in data anteriore al decesso da uno dei contestatari del conto corrente, anche se questo non è più in vita il beneficiario dell’assegno potrà incassare l’assegno. 

La banca, al momento della presentazione dell’assegno da parte del beneficiario, dovrà verificare la completezza della compilazione del titolo, l’indicazione dell’importo in numeri e in lettere,  il luogo di emissione e la data, la firma dei traenza del titolare del conto corrente bancario. 

Quindi, se la data sull’assegno è anteriore alla data del decesso del titolare del conto corrente bancario, l’assegno deve essere regolarmente pagato. La banca non può opporsi al pagamento se non sussistono irregolarità. 

Il conto corrente cointestato non determina un impedimento alla riscossione dell’assegno, questo sempre se si tratta di assegno a firma disgiunta. 

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Conto corrente cointestato a firma disgiunta

Bisogna fare una precisazione, nel conto corrente cointestato (coniugi) si presume che ciascuno abbia la titolarità di ogni quota di pari importo, e nei rapporti con la banca ogni titolare di conto corrente cointestato può disporre dell’intero importo risultante sul conto.

Questo significa che anche se l’importo dell’assegno fosse di valore superiore alla quota spettante al cointestatario del conto corrente, la banca non avrebbe nessuna difficoltà a pagarlo. 


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”