Conto corrente: cosa prevede la legge in caso di pignoramento

Conto Corrente: in caso di pignoramento quali sono le operazione che il debitore può ancora svolgere? Ecco una piccola guida su cosa prevede la legge

Il debitore che subisce il pignoramento del conto corrente, cosa gli è consentito fare. Molti correntisti si pongono diverse domande quanto, sfortunatamente si ritrovano in queste circostanze, come ad esempio se possono prelevare i soldi al bancomat oppure cosa succede se arrivano bonifici sul conto pignorato. Si sono ancora molti dubbi da chiarire al riguardo delle operazioni consentire o meno. Il pignoramento del conto corrente può essere richiesto tranquillamente dal creditore che autorizzato dal Presidente del Tribunale, può risalire a quale banca il debitore e correntista tramite il consulto dell’anagrafe dei conti correnti e avviare il pignoramento. Con questo articolo mettiamo in chiaro alcuni punti che il debitore, che si ritrova con il conto corrente pignorato deve assolutamente sapere.

Cos’è il pignoramento del conto corrente?

Un creditore in possesso di titolo esecutivo può richiedere il pignoramento del conto. Il pignoramento è un mezzo di esecuzione forzata. Il titolo esecutivo, invece, è una sentenza di condanna, un decreto ingiuntivo non opposto nei 40 giorni. Può essere considerato titolo esecutivo: l’assegno, la cambiale, il contratto di mutuo firmato davanti al notaio, la cartella esattoriale, l’attestato di credito della Siae. Mentre in altri casi, pur in presenza di un documento scritto che certifica il debito, il creditore deve agire, innanzitutto, davanti al tribunale per far accertare il proprio diritto e l’entità dello stesso; ricorrendo alla procedura di decreto ingiuntivo.

Il conto corrente viene pignorato solo nel caso in cui il creditore, tramite l’ufficiale giudiziario, notifichi al debitore il titolo esecutivo e il cosiddetto atto di precetto, cioè l’ultima intimazione a pagare entro e non oltre 10 giorni.

Entro al massimo 90 giorni dalla notifica del precetto, alla banca e al correntista va notificato l’atto di pignoramento del conto corrente. Dal giorno della notifica il conto corrente è bloccato per l’importo pignorato e non oltre. Ciò significa che se il conto nel caso fosse in rosso o contiene una disponibilità al di sotto della somma vantata dal creditore, il debitore non potrà più operare con il conto corrente fin quando il giudice dell’esecuzione non concluderà la procedura di pignoramento. Se invece il conto contiene una disponibilità superiore alla somma pignorata, il correntista potrà utilizzare la parte eccedente senza problemi.

Per quanto tempo dura il pignoramento del conto corrente?

Il pignoramento del conto dipende dal tipo di somme depositate. Quindi distinguiamo i conti correnti su cui vengono versati redditi di lavoro o pensioni oppure quelli su cui vengono versati redditi diversi.

Conto corrente con redditi di lavoro o pensioni

In questo caso, in cui sul conto corrente vengono versati i redditi di lavoro o pensioni, al momento della notifica del pignoramento, vengono bloccati tutti i risparmi che eccedono il triplo dell’assegno sociale, cioè circa 1450 euro. Quindi se sul conto c’è una disponibilità inferiore, questa resta svincolata e il debitore potrà ancora prelevarla.

Tutte le mensilità successive dalla notifica del pignoramento verranno bloccate fino a massimo un quinto, il restante resta al debitore. Il giudice durante l’udienza di assegnazione autorizza la banca a versare al creditore gli importi nel frattempo bloccati. Quindi, successivamente tutte le somme accreditate a titolo di stipendio o pensione saranno decurtate del 20% da parte della banca che, fino all’estinzione totale del debito, dovrà erogarle direttamente al creditore.

Conto corrente con redditi di natura diversa

Nel caso in cui sul conto vengono accreditati altri tipi di reddito, al momento della notifica del pignoramento il conto viene congelato per la somma indicata dall’ufficiale giudiziario senza alcun limite.

Il giudice all’udienza di assegnazione blocca l’intero conto e tutti i bonifici ricevuti vengono anch’essi bloccati dall’istituto di credito. All’udienza, il tribunale assegna le somme al creditore, e il conto corrente iene liberato definitivamente del pignoramento e il debitore potrà tornare ad usare il proprio conto corrente.

Dopo il pignoramento si riceve un bonifico: lo si può utilizzare?

Nel caso in cui si riceve un bonifico, dopo l’atto di pignoramento verrà trattenuto e versato al creditore su ordine del giudice.

Aprire un altro conto corrente è consentito?

Il debitore può aprire un altro conto corrente, ma solo in un altro istituto di credito. Infatti la banca in cui è svolto il pignoramento presso terzi è tenuta a trattenere, in favore del creditore, tutte le somme che il debitore deposita in essa e anche quelle depositate al di fuori del conto corrente pignorato. Quindi se il debitore ha più conti correnti, tutti questi vengono pignorati fino a saldare il debito.

Prelevare dal conto prima del pignoramento ci può?

Il debitore prima della notifica del pignoramento può prelevare liberamente dal proprio conto tutte le somme che vuole. Queste operazioni non possono essere oggetto di revocatoria e il creditore non potrà impedirglielo. Mentre bonifici in favore di terzi se fatti a titolo di donazione o di pagamento fittizio, possono essere contestati e revocati per cinque anni da quando sono stati eseguiti.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.