Conto corrente: cosa si rischia a fare troppi prelievi?

Cosa si rischia nel prelevare continuamente dei soldi dal conto corrente? Il Fisco controlla ogni operazione di prelevamento dal bancomat?

Molte famiglie nelle ultime settimane hanno dovuto attingere ai risparmi del conto corrente, prelevando i soldi necessari per far fronte alle esigenze primarie. In sostanza, i circuiti bancari hanno riscontrato notevoli movimenti di prelievi da bancomat a fronte degli eventi catastrofici dovuti alla diffusione dell’epidemia da Covid-19. Laddove è stato possibile i cittadini hanno prelevato dal conto corrente fino all’ultimo centesimo. Mentre, qualche risparmiatore per non prelevare una sola quota d’importo più elevato, ha eseguito diversi prelievi dal bancomat. Il motivo? Evitare che oltre il danno ci sia anche la beffa, ossia sviare i possibili controlli del Fisco. Tendenzialmente nutriamo il terrore che l’Amministrazione Finanziaria agiti un cocktail vessatorio da servire al contribuente. Tuttavia, a volte la razionalità lascia il passo alla paura che si traduce in incoerenza, sembra infatti, sfuggire che le operazioni bancarie sono tracciabili.

L’Agenzia delle Entrate controlla i prelievi del conto corrente?

In linea generale, il Fisco non ha alcun motivo di seguire i passi del correntista e, intervenire perché prosciuga il conto. Sostanzialmente, i controlli vertono sul reddito percepito e la dichiarazione esibita. Discorso diverso per gli imprenditori che sono più tartassati dai controlli, anche sui prelievi dal conto corrente. Infatti, questi ultimi devono rispettare specifiche regole nel caso di prelievo di soldi contanti dal conto corrente. Gli imprenditore che si apprestano a prelevare una somma di denaro liquido che superi la soglia di mille euro giornalieri o 5 mila euro mensili, devono giustificare il movimenti di denaro conservando la documentazioni che ne attesti il motivo.

Quando si rischia di dover spiegare i prelievi di denaro al Pm?

Una postilla va fatta, se da una parte al Fisco non interessa la frequenza dei prelievi, c’è da dire che il discorso cambia, nel caso in cui il correntista esegua un prelievo dal conto corrente di una somma di denaro del valore di oltre 10.000 euro nell’arco del mese, anche se l’importo viene ripartito in quote. Dall’istituto di credito si innesca la segnalazione alla Uif (Centrale Rischi Interbancaria) che verifica la presenza di attività di denaro illecite. Nel caso in cui si presuppone la presenza di un reato grave di evasione, il fascicolo finisce alla Procura della Repubblica.


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein