Conto corrente del coniuge: dopo la morte chi eredità i soldi sul conto?

I fratelli o genitori del defunto possono pretendere la loro quota sulla giacenza? In che modo il coniuge superstite può eludere gli eredi?

Quando si parla di conto corrente c’è sempre un’immensa confusione. La storia si complica in presenza di una possibile suddivisione della giacenza di un conto corrente intestato a un coniuge defunto. Le domande più frequenti riguardano la presenza di eredi come, appunto, fratelli o genitori, e la quota a loro spettante sui soldi presenti in banca. O ancora, in che modo il coniuge superstite può eludere gli eredi fratelli, genitori e figli, intascandosi tutto il denaro?

In primo luogo prima di anticipare delle conclusioni affrettate, è necessario valutare la presenza di determinati elementi. Come, capire se sussiste l’esistenza del testamento del defunto, e quantomeno sapere se il rapporto tra marito e moglie fosse legato dalla comunione o meno dei beni.

Conto corrente del coniuge defunto: come si divide in presenza del testamento?

Se è presente un testamento lasciato dal defunto, si esegue la volontà espressa in vita dal testatore, se non contestato dagli eredi legittimi.  Ora, nel caso in cui il coniuge prima di morire ha disposto che l’intero capitale, composto da giacenza, fondi e quant’altro, andasse come eredità al coniuge superstite, la banca non può opporsi. Quindi, all’atto dell’accettazione dell’eredità da parte del coniuge superstite, e in presenza della dichiarazione di successione la banca deve consentire al beneficiario del testamento il prelevamento del denaro.

Cosa succede se manca la volontà testamentaria e ci sono gli eredi?

La questione cambia completamente, poiché in mancanza del testamento bisogna considerare la presenza di altri eredi, come: figli, fratelli o genitori, oltre al coniuge superstite.

Nel caso in cui mancano i figli, i soldi presenti sul conto vanno suddivisi ai fratelli o genitori per 1/3, mentre al coniuge superstite spettano i 2/3. La banca in questo caso provvede a congelare il conto corrente, per il tempo necessario affinché gli eredi presentino la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate.  Solo dopo la dichiarazione, la banca provvede alla liquidazione dell’eredità a ciascun erede che si presenta allo sportello dell’istituto di credito.

Cosa succede se è presente un solo figlio? In questo caso l’eredità va divisa in parti uguali tra il coniuge superstite ed il figlio.  Ovviamente, in presenza di più figli l’eredità andrà suddivisa in forma diversa. Ai figli spettano i 2/3, mentre al coniuge superstite 1/3. La banca per sbloccare l’eredità segue le disposizioni sopra indicate.

Come cambia l’eredità in presenza della comunione dei beni

Se la coppia è legata dal regime di comunione dei beni, il coniuge superstite ha diritto al 50% dell’eredità, in quanto, viene meno il vincolo della comunione e il superstite acquisisce il diritto al conto come titolo di proprietà. Discorso diverso in presenza di separazione dei beni, per quest’ultimo caso la suddivisione dell’eredità del conto segue le regole spiegate innanzi.

Come eludere i parenti ed escluderli dall’eredità? È possibile tagliare fuori dall’eredità del conto corrente i fratelli o genitori del coniuge defunto, quando sussistono le seguenti circostanze, quali:

  • testamento;
  • presenza di figli e coniuge.

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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein