Conto corrente e libretto postale: le differenze dell’imposta di bollo e chi la paga

L’imposta di bollo su conti corrente e libretto di risparmio: ecco chi la paga

Sul conto corrente e sul libretto di risparmio viene applicata l’imposta di bollo introdotta con il DPR 26 ottobre 1972, n. 642 e modificata con il Decreto Salva Italia del 2012. Il calcolo dell’imposta di bollo dipende da alcuni parametri che possono essere: lo stato della persona intestatario del rapporto (fisica o giuridica), il numero dei conti intestati e l’importo della giacenza media. Vediamo nei particolari il calcolo per i due diversi tipi di rapporto: conto corrente e libretto di risparmio.

Conto corrente: imposta di bollo, importo e chi la paga

L’imposta di bollo applicata sul conto corrente è pari all’importo di 34,20 euro o di 100 euro annui. L’importo dipende dal tipo di soggetto a cui è intestato il conto corrente. Nel caso in cui è una persona fisica viene applicato il primo importo, invece nel caso sia una persona giuridica viene applicato il secondo importo.

L’applicazione dell’imposta di bollo per le persone fisiche dipende anche dalla giacenza, che se supera i 5.000 euro c’è l’obbligo applicazione di tale imposta. Ma se la giacenza si tiene al di sotto di tale margine non è dovuta. Per le persone giuridiche, invece l’imposta di bollo è sempre dovuta indipendentemente dalla giacenza.

L’imposta di bollo sul conto corrente è calcolata quando viene emesso l’estratto conto o il rendiconto e quindi, in base alle tempistiche della banca, può avere cadenza trimestrale, semestrale o annuale. Nel caso in cui il rendimento è annuale l’addebito dell’imposta di bolla avviene il 31 dicembre di ogni anno.

Se il conto corrente viene aperto o chiuso durante l’anno, il calcolo dell’imposta di bollo viene parametrato in base ai mesi di apertura del rapporto.

In più, mettiamo il caso che un soggetto sia intestatario di più conti correnti in una banca, la giacenza da considerare sarà la somma delle giacenze di tutti i conti correnti. Ad esempio: un soggetto è intestatario di due conti correnti presso una stessa banca e su entrambi la giacenza risulta essere di 3.000 euro.

In questo caso le giacenze si sommano e risultano essere di 6.000 euro. Quini va applicata l’imposta di bollo in proporzione su entrambi i conti correnti. L’imposta di bollo non è dovuta nel caso in cui si è intestatari di più conti correnti in diversi istituti di credito.

Considerando lo stesso esempio, l’imposta non è dovuta in quanto i due conti correnti appartengono a due banche diverse e la giacenza è al di sotto dei 5.000 euro.

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Libretto postale: bollo, importo e chi la paga

Anche sui libretti di risparmio, sia postali che bancari, viene applicata l’imposta di bollo. I criteri sono gli stessi applicati per i conti correnti. L’importo è di 34,20 euro per le persone fisiche e di 100 euro per le persone giuridiche.

Anche in questo caso si tiene conto della giacenza media che non deve superare i 5.000 euro per le persone fisiche per non essere applicata, non viene considerata la giacenza media per le persone giuridiche.

Poste Italiane informa al riguardo del libretto di risparmio postale ciò che segue: “Nessuna spesa o commissione è dovuta per l’apertura, la gestione e l’estinzione del Libretto. È prevista l’applicazione di oneri fiscali secondo quanto previsto dalla legislazione tempo per tempo vigente in materia”.

Inoltre, Poste Italiane indica nel suo regolamento, anche: “Se il cliente è persona fisica, l’imposta non è dovuta quando la giacenza media complessiva dei Libretti con la medesima intestazione o cointestazione, rapportato al periodo rendicontato, non supera 5.000,00 euro. Nell’ipotesi di superamento della suddetta soglia, l’imposta è dovuta con riferimento a ciascun Libretto nella misura annua pari a 34,20 euro, se il cliente è persona fisica. Se invece il cliente è persona giuridica, l’imposta annua è pari a 100,00 euro, indipendentemente dal saldo del Libretto”.

Oltre a ciò, nel caso in cui si effettua la chiusura del libretto durante l’anno, l’imposta eventualmente dovuta sarà applicata alla data di cessazione dello stesso e rapportata in base al periodo rendicontato.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.