Contributi discontinui, quale penalizzazione sulla pensione?

Il lavoro a tempo determinato crea dei buchi contributivi e maggiore difficoltà a raggiungere i contributi richiesti per il pensionamento: ecco perchè.

Contributi discontinui per lavoro determinato, cosa succede a livello pensionistico? È il quesito che ci ha posto una nostra lettrice, nello specifico ci scrive: Ho letto solo oggi il vs notiziario che è semplice, capibile, direi impareggiabile. Solitamente non amo espormi ma, se fosse possibile, visto che a settembre dovrei fare una scelta forte, chiedo cortesemente se potete rispondermi con sollecitudine.

Ora vi espongo il mio caso: Lavoro a tempo indeterminato nel parastato come amm.va e, per seri motivi famigliari, avendo già fruito della ex legge 388,non avendo più energie mi ero iscritta al concorso personale Ata nelle scuole per poter esercitare una mansione più leggera rispetto alla mia. Avendo 37 anni e 5 mesi di contributi, e non potendo né fruire progetto donna e né andare in pensione con quota 100 (ho 57 anni),chiedo: Se mi dimetto da posto a tempo indeterminato per essere assunta a tempo determinato nella scuola come personale Ata, quali penalizzazioni avrò ai fini pensionistici?

Vi ringrazierei di cuore se mi potrete dare una sollecita risposta a questo mio caso che, purtroppo e mio malgrado, dovrò affrontare!

Pensione e contributi discontinui: quale penalizzazione?

La ringrazio e mi dispiace per quello che sta affrontando, lasciare un lavoro a tempo indeterminato e scegliere il tempo determinato, comporta ai fini pensionistici una discontinuità nei periodi di lavoro, quindi dei buchi contributivi che non l’aiuteranno a raggiungere il requisito contributivo richiesto dalle varie forme pensionistiche in vigore. I buchi contributivi, ed esattamente i periodi scoperti da contribuzione per periodi non lavorati, possono essere coperti con onere a carico del lavoratore. Per maggiori chiarimenti consiglio di leggere: Buchi contributivi, il riscatto contributi una valida soluzione

Infondo, l’unica penalizzazione se così la vogliamo chiamare, è la discontinuità dei periodi di lavoro con conseguente discontinuità nei contributi d’accumulare per il requisito contributivo da raggiungere.

Fondo Espero: una valida soluzione

I dipendenti del settore scuola possono iscriversi al Fondo Espero, si tratta di un fondo pensionistico che permette l’anticipo della pensione sotto forma di Rendita Integrativa Temporanea Anticipata. In base alle esigenze, può risultare una valida alternativa. Per aderire a questa forma pensionistica bisogna avere almeno cinque anni di contributi versati presso il fondo. Se non ha aderito le consiglio di farlo, anche perché comunque si trova una rendita. Le lascio qui l’articolo con tutte le informazioni del fondo: Pensione RITA a 61 anni di età e 20 anni di contributi con il fondo Espero

Spero di esserle stata utile. 

Per una risposta dei nostri esperti scrivi a consulenze@notizieora.it
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito, rispetto alle risposte già inserite in archivio.

Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”