Contributi per pensione: la moglie può cedere i suoi al marito?

I contributi non utilizzati possono essere ceduti o donati al coniuge? Vediamo come sono regolamentati i contributi per la pensione.

Sono moltissime le domande che i nostri lettori ci inviano riguardo i contributi e la pensione, ma questa, cui ci accingiamo a rispondere è davvero insolita. Proprio per questo abbiamo deciso di dedicare un articolo apposito alla sua risposta che potrebbe interessare molti dei nostri lettori. Un cittadino, infatti, ci chiede chiarimenti sugli anni di contributi figurativi per accedere alla quota 100, ma ci pone anche una domanda sulla possibilità che un coniuge possa cedere all’altro i propri contributi: 
Buongiorno 
Volevo chiedervi attualmente mi trovo dal mese di Luglio 2019 in disoccupazione con 36 anni di contributi versati e 62 anni di età. 
Con i contributi figurativi  24 mesi di disoccupazione posso poi fare la domanda per la quota 100.?
Poi volevo chiedervi mia moglie ha 3 anni di contributi versati ,possono essere passati a me? 
La ringrazio anticipatamente per una sua eventuale risposta.
Saluti
 

Pensione quota 100 e contributi figurativi

Al termine della disoccupazione, a luglio 2021, raggiungerà i contributi necessari (grazie ai figurativi derivanti da Naspi) per poter accedere al pensionamento con quota 100 poichè sono richiesti almeno 35 anni di contributi maturati al netto di figurativi da malattia e da indennità di disoccupazione. Lei, quindi, sarà in possesso di quanto richiesto per poter inoltrare domanda di pensione con quota 100 (che le consiglio di inoltrare almeno 3 o 4 mesi prima del termine della Naspi per non rimanere, nel tempo che intercorrerà dalla presentazione della domanda alla sua accettazione, senza Naspi e senza pensione).

Donazione dei contributi tra coniugi è possibile?

I contributi sono personali e vengono versati dal datore di lavoro per un suo dipendente. Non possono essere donati, ceduti o venduti. Anche se i 3 anni di contributi che sua moglie possiede non potranno essere utilizzati per l’accesso ad una qualsiasi forma di pensione, non possono essere utilizzati da lei per incrementare l’assegno pensionistico spettante o per raggiungere più in fretta il diritto alla pensione. Derivando da un rapporto di lavoro, che è un contratto vincolante tra datore di lavoro e dipendente, i contributi versati all’INPS sono nominativi e possono essere utilizzati soltanto dalla persona per la quale sono stati versati.

 

 

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