Contributi versati e nessun diritto alla pensione: c’è diritto al rimborso?

L’INPS non restituisce i soldi versati con i contributi, neanche nel caso che non si raggiunga il diritto alla pensione. Vediamo cosa fare.

Cosa accade se dopo aver lavorato per diversi anni, versando i contributi obbligatori, non si raggiunge nessun diritto alla pensione? I contributi versati vanno perduti o è possibile avere un rimborso delle somme corrispondenti agli stessi? Cosa accade, quindi, ai contributi versati quando non danno diritto ad un trattamento previdenziale? Cerchiamo di capire come comportarci rispondendo alla domanda di un nostro lettore che ci chiede: Ho lavorato 10 anni ho il diritto di avere il rimborso?

Rimborso per contributi versati

L’INPS  non rimborsa i contributi obbligatori versati: ci sono diversa sentenze che affermano proprio questa linea giurisprudenziale. I contributi obbligatori versati sono utili, potenzialmente, per l’ottenimento di una prestazione pensionistica. Se non si riesce ad accedere alla pensione l’INPS non rimborsa quanto versato. Le uniche eccezioni sono rappresentata da versamenti erronei, nel qual caso è possibile richiedere il rimborso dei contributi. In tutti gli altri casi i contributi versati, anche se non permettono l’accesso alla pensione, non possono essere rimborsati.

Se quindi, pur avendo versato 10 anni di contributi non riesce a raggiungere nessun diritto di pensionamento, non può in ogni caso richiedere la restituzione della somma versata a titolo di contributi obbligatori.

In ogni caso se i 10 anni di contributi si collocano dopo il 31 dicembre 1995, ha diritto al pensionamento con la pensione di vecchiaia contributiva al compimento dei 71 anni, che richiede un minimo contributivo di soli 5 anni. Tale misura, però, è aperta soltanto a chi ha iniziato a lavorare dal 1 gennaio 1996 o, in alternativa, può optare per il computo in Gestione Separata (per maggiori approfondimenti può leggere Computo nella Gestione separate: come si procede?).

Altra alternativa, se è abbastanza giovane (purtroppo non ha indicato la sua età e, quindi, posso procedere solo con ipotesi) è quella di farsi autorizzare al versamento dei contributi volontari per raggiungere i 20 anni di contributi necessari per accedere alla pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.