Convivenza: con i regali in contanti si rischia il controllo del fisco

Ricevere dal partner una cospicua somma di denaro fa scattare l’accertamento da parte del Fisco? Perché una coppia non sposata rischia di più? Come difendersi?

La convivenza con i regali in contanti è il connubio perfetto, ma apre la breccia all’Agenzia delle Entrate. Formalmente la coppia non sposata viene presa come bersaglio dal Fisco. Diciamola tutta, ricevere dal partner una cospicua somma di denaro, sotto forma di regalo che consente di mantenere un tenore di vita al dì fuori dei propri mezzi, può portare a dover dimostrare con prova la provenienza dei soldi ricevuti in donazione. La convivenza non rappresenta il mezzo che giustifica il tenero di vita del partner.

Convivenza: come evitare il controllo?

La sentenza emessa dalla Cassazione n. 1980 del 29.01.2020, ha chiarito ulteriormente come si deve muovere il contribuente in caso di accertamento fiscale attraverso il redditometro.
Disponendo che se da un lato l’Agenzia delle Entrate ha il pieno potere di controllare, verificare e accertare la presenza di una possibile evasione fiscale. Dall’altra il Fisco non deve esibire le prove che dimostrino la presenza della violazione fiscale.

Sostanzialmente, all’Ente basta accertare la presenza della diversificazione delle spese con la dichiarazione dei redditi o lo stile di vita. L’accertamento fiscale potrebbe essere servito all’Agenzia delle Entrate su un piatto d’argento, dall’inclinazione dell’ago della bilancia, in cui le maggiori spese cozzano di brutto con il reddito prodotto annualmente.

Per una coppia il regime di convivenza non tutela dal rischio di un possibile accertamento fiscale. In quanto, non viene considerata prova attendibile la circostanza di convivere con un compagno ricco, milionario o con reddito abbastanza remunerativo, tale da supportare la discordanza di reddito tra quello reale e quella dichiarata.

Convivenza: l’onere della prova è necessaria?

Nel caso di controllo fiscale, spetta al contribuente esibire l’onere della prova contraria che dimostri la provenienza del denaro contante. Ecco perché, per evitare inutili complicazioni, disguidi o malumori con il Fisco, è importante che le donazioni seguano un canale tracciabile.

Tirando le somme, l’atteggiamento rischioso che accenderebbe la lampadina del fisco, per intenderci, potrebbe essere lo scambio di denaro contante, che peserebbe nell’andamento della vita domestica. In quanto, non è possibile supportare il passaggio dei soldi con una prova tangibile.

Sostanzialmente, una coppia non sposata per tutelarsi dal Fisco, dovrebbe far viaggiare il denaro contante attraverso i canali tracciabili, come bonifico, atto di donazione regolarmente registrate all’Agenzia delle Entrate e così via.


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein